La Genova dei movimenti, del sociale e dell’attivismo piange Matteo Jade, scomparso improvvisamente nella notte all’età di 56 anni. Storico militante della sinistra antagonista, era stato uno dei volti più noti della protesta no-global durante il G8 del 2001 e negli anni era diventato un punto di riferimento per una larga parte della comunità genovese e ligure impegnata nelle battaglie sociali.
Jade era stato tra i leader delle cosiddette "tute bianche" e portavoce del Genoa Social Forum, la rete che durante le giornate del luglio 2001 riunì associazioni, collettivi e realtà sociali. Da quella stagione in poi la sua voce e la sua esperienza avevano continuato a rappresentare un riferimento per chi non ha mai smesso di lottare contro le disuguaglianze.
Originario di Imperia, aveva iniziato la sua attività politica nei centri sociali autogestiti il Sobbalzo e La talpa e l’orologio. Dopo il diploma e il trasferimento a Genova aveva partecipato a diverse occupazioni, contribuendo alla fondazione del centro sociale Zapata di Sampierdarena, di cui era leader, portavoce e parte del collettivo.
Accanto all’impegno politico, Jade lavorava come operatore sociale nella cooperativa La Comunità. Anche attraverso il lavoro nelle cooperative sociali aveva portato avanti le sue battaglie quotidiane per una società più giusta, diventando una figura conosciuta e rispettata ben oltre il perimetro dei movimenti.














