“La funivia sopra il Lagaccio non si farà. Una dimostrazione concreta che come cittadini, quando ci uniamo, possiamo davvero incidere nelle politiche pubbliche”. Così, in una nota, afferma il comitato Con i piedi per terra, che rivendica come una vittoria la modifica del progetto della funivia dei Forti, dopo l’annuncio della giunta Salis sul nuovo tracciato Granarolo-Forte Begato. Ma la soddisfazione per lo stop al passaggio sopra il quartiere si accompagna a una critica netta: per il comitato la nuova “mini funivia” resta un’infrastruttura inutile, costosa e impattante.
La variante annunciata dal Comune prevede infatti l’abbandono del tracciato originario da via Fanti d’Italia a Forte Begato, che avrebbe sorvolato il Lagaccio, sostituito da un sistema multimodale basato sul collegamento tra Principe, la cremagliera di Granarolo e una nuova tratta funiviaria da Granarolo a Forte Begato. Nel progetto rientra anche la realizzazione di un parco pubblico attrezzato nell’area Granarolo-Begato.
Per il comitato, però, la scelta della giunta rappresenta solo una vittoria parziale. “Come comitato Con i piedi per terra festeggiamo una vittoria, quella di una lotta durata quattro anni e che ha visto un coinvolgimento trasversale di migliaia di abitanti e di tante realtà della società civile che sono scese in campo contro quel progetto che è diventato un simbolo degli aspetti più terrificanti del “Modello Genova””, spiegano.
Una vittoria, aggiungono, che lascia però “l’amaro in bocca”. Secondo il comitato, infatti, “la giunta non ha mantenuto le promesse iniziali: è mancato il coraggio di fermare davvero la costruzione di questa infrastruttura impattante, che è stata solo accorciata e spostata più in là, a Granarolo anziché sopra il Lagaccio, ma ciò non basta certo a giustificarla”.
Nel mirino c’è anche il richiamo ai fondi già stanziati e al rischio di penali, argomento utilizzato dall’amministrazione per motivare la necessità di non cancellare del tutto l’intervento. “Né la giustifica parlare dei fondi persi o delle penali da pagare: erano rischi già messi in conto quando la sindaca Silvia Salis, in campagna elettorale, anticipava che il Comune avrebbe accolto ogni responsabilità, anche economica, per chiudere definitivamente il progetto della funivia. La retorica del male minore per giustificare una scelta politica ben precisa non regge”, attacca il comitato.
Per Con i piedi per terra, la nuova tratta Granarolo-Forte Begato conserva molte delle criticità del progetto originario. “La mini funivia che si vuole costruire è un’infrastruttura che si porta dietro tante delle criticità del primo progetto, a cominciare, per sua natura, dai rischi legati al vento. È inutile: la pendenza e la distanza che coprirebbe è minima. È uno spreco di soldi: pur molto più breve, verrà a costare gli stessi 40,5 milioni di euro, soldi, lo ricordiamo, sottratti alla riqualificazione dei forti. È impattante: insiste su un parco di cui una parte è in area protetta, e passerà comunque davanti ad alcune case, deturpando il panorama di Granarolo e dell’intera collina”.
Critiche anche alle compensazioni annunciate, a partire dal parco pubblico. “Non possono certo bastare le promesse di parchi pubblici, per i quali i soldi non ci sono ancora, e che rivelano una scarsa conoscenza del territorio sul quale insisterebbe quello a monte, nuovamente aperto al profitto di privati”, prosegue il comitato.
Un altro punto riguarda il rapporto tra la cremagliera di Granarolo e la nuova funivia. Secondo Con i piedi per terra, non è chiaro “come cremagliera e funivia dialogherebbero in termini di tempi di percorrenza e capienza”, mentre mancherebbero “un piano e i relativi fondi per potenziare la prima, l’unica vera infrastruttura che dà un concreto servizio alle cittadine e ai cittadini”.
Da qui la richiesta di spostare l’attenzione su altri interventi. “Continuiamo a sostenere che per un rilancio dei forti non serve una nuova struttura di trasporto, ma una seria messa in sicurezza e riqualificazione delle strutture e della sentieristica e una concreta tutela del paesaggio naturale e della biodiversità”.
Il comitato chiede infine chiarimenti sia sulla cremagliera sia sul percorso partecipativo annunciato dall’amministrazione. “Aspettiamo chiarimenti in merito alla rigenerazione della cremagliera, l’unico intervento che realmente risponde ai bisogni della collettività, e di vedere i dettagli del processo partecipativo riguardante il parco sportivo”, conclude Con i piedi per terra.














