Il Lilith Festival della Musica d’Autrice non è mai stato un elenco di date su un cartellone, e anche quest’anno, per la sua quindicesima edizione, si conferma essere un rifugio per l’anima e il pensiero, un appuntamento culturale tra i più riconoscibili del panorama locale e, sicuramente, nazionale.
Dall’inaugurazione della serata di ieri, giovedì 4 giugno, e fino all'8 agosto, due luoghi iconici della città diventeranno il palcoscenico di un dialogo costante tra generi, generazioni e territori, unendo la suggestione storica del Chiostro di Sant’Andrea alla maestosità rigenerata di Villa Durazzo Bombrini a Cornigliano.
Fondato nel 2011, il Lilith è oggi un laboratorio permanente di progettazione, una piattaforma di incontro che non si limita a ospitare concerti, ma che agisce profondamente sul tessuto sociale e culturale del territorio.
Cristina Nicoletta, una delle direttrici artistiche, riflette con orgoglio sull'apertura di questa stagione così significativa, sottolineando come l’identità del festival sia mutata pur restando fedele a una missione precisa. “Cominciamo questa quindicesima edizione con una serie di appuntamenti che si dipaneranno prima di tutto qui, al Chiostro di Sant’Andrea, fino a luglio inoltrato,” spiega Nicoletta. “Ci sposteremo poi verso il Ponente, a Villa Bombrini dove accoglieremo gli eventi di più ampio respiro. Ci piace da sempre offrire una carrellata di quelli che sono i tanti linguaggi e i generi esplorati dalle cantautrici e dalle musiciste. Fin dall'inizio abbiamo voluto chiarire un punto fondamentale: il nostro è un festival della musica d’autrice, ma non è un festival 'di genere' nel senso stretto del termine. Non crediamo affatto che esista una musica 'femminile' definibile come genere a sé; crediamo piuttosto che esistano artiste capaci di esplorare mondi sonori vastissimi, e negli ultimi anni questa varietà è diventata sempre più evidente e dirompente”.
Il tema della parità e dell'evoluzione del ruolo della donna nell'industria discografica resta centrale nella riflessione delle organizzatrici. Nonostante i passi avanti, la strada verso un’equità reale appare ancora in salita, specialmente in ambiti tecnici e produttivi: “Lavoro da fare ce n’è ancora tanto, tantissimo,” prosegue Cristina Nicoletta con estrema sincerità. “In questi anni abbiamo assistito a un aumento numerico delle artiste che seguono l’intero processo del proprio lavoro, dalla composizione alla produzione finale. Tuttavia, dobbiamo ammettere che l'aspetto della produzione vera e propria è ancora troppo spesso in mano agli uomini. Le artiste oggi sono certamente più consapevoli, hanno un controllo maggiore sulla filiera creativa e i linguaggi che esplorano sono aumentati: c'è chi è legata al folk o al rock, ma sono moltissime quelle che oggi si esprimono attraverso l’elettronica. Il panorama è indubbiamente più variegato e nutrito rispetto a quindici anni fa, e questo ci dà grande speranza”.
Oltre alla musica, il Lilith 2026 si presenta come un evento multidisciplinare che abbraccia teatro e letteratura, cercando di intercettare ogni forma di espressione artistica che ponga al centro la figura femminile e i suoi diritti. Sabrina Napoleone e Cristina Nicoletta hanno curato un programma che include presentazioni di libri come "Iconiche", un canzoniere dedicato alle cantautrici italiane contemporanee, e spettacoli teatrali di forte impatto. “Cerchiamo di essere multidisciplinari non solo rappresentando vari generi musicali, ma aprendoci a diverse proposte artistiche” spiega Sabrina Napoleone: “Quest'anno avremo spettacoli come quello di Fiammetta Bellone, che propone una Circe contemporanea e cinica, una visione molto interessante che ribalta il mito in chiave moderna. È fondamentale per noi che il festival sia un luogo di confronto anche civile e letterario, un presidio culturale che non si fermi solo alla nota musicale”.
Uno dei pilastri di questa edizione è il legame ormai indissolubile con il quartiere di Cornigliano. Enrico Da Molo, Direttore Generale di Società per Cornigliano, sottolinea con un pizzico di autoironia l'importanza di questo connubio per la riqualificazione dell'area. “Devo ammettere, forse per snobismo o per una certa pigrizia, che raramente partecipo a presentazioni o eventi organizzati, ma per il Lilith faccio volentieri un'eccezione. Questo è un festival longevo ma incredibilmente giovane nell'anima. Come Società per Cornigliano, stiamo cercando di far sì che la rigenerazione del quartiere passi attraverso componenti immateriali, ovvero culturali, e non soltanto attraverso interventi materiali come aggiustare i marciapiedi o le infrastrutture. Credo profondamente che non possa esistere vera riqualificazione senza una forte componente di cultura. Il fatto che il festival torni qui con costanza significa che le organizzatrici si trovano bene, e questa è per noi la soddisfazione più grande”.
“Villa Bombrini è uno spazio che ci sta molto a cuore,” commenta Napoleone. “È il luogo perfetto per una proposta come la nostra che punta a una qualità artistica elevata. Ma siamo onesti: in estate è anche meravigliosamente fresco - scherza -. Quando abbiamo cominciato qui quattro anni fa c'erano già diverse manifestazioni, ma abbiamo notato con piacere che la nostra presenza ha stimolato una sorta di 'voglia di cultura' anche in altre realtà, creando un circolo virtuoso che non ci rende più un caso isolato, ma parte di un sistema in crescita”.
La vera scommessa di quest'anno si chiama "Lilith Revolution", una convention nazionale in programma il 2 agosto. L'idea è quella di trasformare la celebrazione artistica in un momento di azione: “Abbiamo deciso di mettere a sistema una convention perché il nostro festival, essendo il più longevo tra quelli dedicati alla musica delle donne, ha ispirato molti altri collettivi a mettersi in gioco,” spiega ancora Napoleone. “Vogliamo riunire tutte queste realtà in una giornata di incontro, discussione e co-progettazione. Non sarà solo un momento teorico, ma un laboratorio per condividere buone pratiche e strategie comuni per ridurre finalmente il gender gap nel settore musicale. È un invito aperto a tutti: singole artiste, collettivi strutturati e operatori che vogliono impegnarsi seriamente per un cambiamento culturale”.
Il percorso musicale culminerà in serate di respiro internazionale che porteranno a Genova nomi del calibro di Beth Orton e Anna von Hausswolff. La presenza di queste icone della ricerca sonora testimonia quanto il festival sia cresciuto in termini di prestigio. Beth Orton, pioniera della 'folktronica', presenterà in esclusiva nazionale il suo nuovo album, mentre Anna von Hausswolff chiuderà la rassegna con una delle sue performance visionarie all'organo a canne, trasformando Villa Bombrini in una cattedrale del suono contemporaneo.

Il Programma del Festival
Il viaggio del Lilith Festival è iniziato ufficialmente il 4 giugno al Teatro del Chiostro di Sant’Andrea con l'Opening Party, una serata all'insegna dell'elettronica e del violino elettrico con il duo DJAS e Alice Nappi, un'occasione per presentare l'intero cartellone in un clima di festa e partecipazione. Dopo l'avvio del 4 si prosegue secondo il seguente calendario di appuntamenti:
11 giugno: si proseguirà con la presentazione del libro "Iconiche", seguita dai concerti di Irene Buselli, Cristina Nicoletta, Leyla El Abiri e ClemCaramel, mettendo in dialogo la narrazione scritta con la musica dal vivo.
19 giugno: la scena sarà occupata dai Cicale Cicale Cicale con il loro jazz psichedelico.
25 giugno: un appuntamento unico dove la tecnologia incontra la natura: SAB userà le piante come strumenti musicali in un set condiviso con la produttrice Mare.
27 giugno: il teatro prenderà il sopravvento con "Circe (o la dolcezza della bomba)" di Fiammetta Bellone, un monologo che trasforma la maga del mito in una cinica CEO di una multinazionale di armi.
2 luglio: Luglio si aprirà con il songwriting di Chiara Figari il giorno 2.
3 luglio: per poi accogliere il 3 luglio LIN, artista queer berlinese nota per le sue performance politiche ed elettroniche costruite su loop station.
9 luglio: sarà la volta dell'alt-rock di Emilyandme.
16 e 17 luglio: saranno dedicati alle reti nazionali con le rassegne "Because the Night" e "Dinamica", che vedranno esibirsi artiste come Marian Trapassi, RosAcustica, Sue, Laura B e Vea.
30 luglio: La fase finale a Villa Durazzo Bombrini inizierà il 30 luglio con Mille, artista pop di grande ironia e presenza scenica.
31 luglio: seguita il 31 luglio dall'attesissimo concerto di Beth Orton.
1 agosto: Il 1 agosto Sarafine, vincitrice di X Factor 2023, porterà sul palco il suo mix di sound design ed elettronica sperimentale.
2 agosto: Dopo la giornata dedicata alla convention Lilith Revolution del 2 agosto.
8 agosto: il festival si chiuderà in bellezza l’8 agosto con Anna von Hausswolff, una delle voci più autorevoli e radicali della scena sperimentale mondiale, che sigillerà questa quindicesima edizione con un evento immersivo di altissimo profilo artistico.
Tutte le informazioni e le modalità di partecipazione sono reperibili sul sito ufficiale della manifestazione.


















