Il Comune di Genova approfondirà il tema degli spazi dedicati all’affettività nelle carceri di Marassi e Pontedecimo attraverso una commissione consiliare dedicata. È quanto emerso durante il Consiglio comunale, dove l’assessora alle Politiche sociali Cristian Lodi ha accolto la richiesta avanzata dalla consigliera Francesca Ghio, aprendo alla possibilità di un confronto istituzionale specifico sull'argomento.
L'obiettivo sarà quello di fare il punto sulla situazione delle due strutture penitenziarie genovesi, valutando le esigenze esistenti, gli eventuali ostacoli organizzativi ed economici e le possibili forme di collaborazione tra enti locali, Regione e amministrazione penitenziaria.
Il tema riguarda le cosiddette "stanze dell'affettività", spazi destinati a consentire ai detenuti di mantenere relazioni affettive e familiari in condizioni adeguate. Attualmente sarebbe il carcere di Marassi la struttura ligure individuata per l'eventuale realizzazione di uno di questi spazi, mentre per Pontedecimo il percorso appare ancora più complesso.
L'assessora Lodi ha sottolineato che la competenza diretta sulle carceri appartiene al Ministero della Giustizia, ma ha ribadito l'impegno del Comune attraverso la Consulta Carcere-Città, che ha già attivato un gruppo di lavoro dedicato ai rapporti familiari, all'affettività e alla condizione femminile all'interno degli istituti penitenziari.
Nel corso della futura commissione potranno essere esaminati anche gli strumenti di sostegno eventualmente disponibili. Tra questi figura un ordine del giorno approvato all'unanimità dal Consiglio regionale della Liguria nel 2024, che impegnava la Regione a valutare la partecipazione alle spese necessarie per l'allestimento degli spazi dedicati all'affettività qualora fossero richieste risorse aggiuntive.
"È importante che il percorso svolto all'interno della Consulta trovi riscontro anche nelle sedi istituzionali e nel dibattito pubblico", ha affermato Lodi, invitando a portare la documentazione disponibile all'attenzione degli organismi competenti.
Soddisfatta la consigliera Ghio, che ha annunciato la richiesta formale di convocazione della commissione, evidenziando la necessità di mantenere alta l'attenzione sul tema e di favorire il dialogo tra istituzioni e realtà che operano per la tutela dei diritti delle persone detenute.














