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Attualità | 18 giugno 2026, 12:41

Sindacati di polizia ed esercito in protesta davanti alla Prefettura: "A Genova mancano fino al 25% degli organici"

Silp Cgil, Siam e Lrm chiedono il rinnovo del contratto, più tutele previdenziali e nuove assunzioni: "Aumenti sotto l’inflazione, perdita media di 300 euro al mese"

Sindacati di polizia ed esercito in protesta davanti alla Prefettura: "A Genova mancano fino al 25% degli organici"

Giornata di mobilitazione nazionale anche a Genova per le donne e gli uomini in divisa, scesi simbolicamente in protesta davanti alla Prefettura per chiedere il rinnovo del contratto di lavoro, maggiori tutele previdenziali e un piano concreto per il rafforzamento degli organici.

A promuovere la mobilitazione sono state le sigle provinciali Silp Cgil per la Polizia di Stato, Siam per l’Aeronautica Militare e Lrm per l’Esercito Italiano, che denunciano quello che definiscono un vero e proprio “contratto beffa” per il triennio 2025-2027.

Secondo i sindacati, a fronte di un’inflazione reale certificata superiore al 17%, gli aumenti salariali stanziati dall’esecutivo sarebbero inferiori al 5,78%, con un divario strutturale di circa il 10% netto. Una situazione che, secondo le sigle, si tradurrebbe in una perdita media di circa 300 euro al mese in busta paga per ogni lavoratore.

Al centro della protesta anche il tema previdenziale. I sindacati contestano il ritardo nell’avvio della previdenza complementare e l’insufficienza delle risorse destinate alla previdenza dedicata, con il rischio, denunciano, di lasciare migliaia di donne e uomini in uniforme senza adeguate garanzie per il futuro, soprattutto per chi è interamente inserito nel sistema contributivo.

Accanto alle rivendicazioni nazionali, la mobilitazione genovese ha acceso i riflettori anche sulla situazione locale. Secondo Silp Cgil, Siam e Lrm, nella provincia di Genova la carenza di personale avrebbe ormai raggiunto livelli critici, con un deficit complessivo stimato tra il 20 e il 25 per cento degli organici previsti.

“Nella nostra realtà provinciale la situazione è diventata insostenibile. Registriamo una carenza organica complessiva che si aggira tra il 20 e il 25 per cento del personale previsto”, dichiarano i rappresentanti locali delle tre sigle.

Una carenza che, secondo i sindacati, rischia di pesare direttamente sulla tenuta dei servizi operativi e sulla capacità di garantire sicurezza e difesa sul territorio.

“La sicurezza e la difesa sono beni comuni e non può esistere una società sicura se chi la protegge viene privato dei propri diritti fondamentali e della propria dignità economica e professionale”, denunciano Silp Cgil, Siam e Lrm.

Redazione

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