Il 16 luglio sarà una data storica per Genova e per le famiglie delle 43 vittime del Ponte Morandi.
A otto anni esatti dal tragico crollo del 14 agosto 2018, i giudici Paolo Lepri, Ferdinando Baldini e Fulvio Polidori hanno ufficializzato la data del verdetto, confermando le indiscrezioni che indicavano la metà di luglio come termine ultimo per la sentenza di primo grado.
Il dibattimento, che ha visto alla sbarra 57 imputati, giunge dunque al suo atto conclusivo. L'accusa, rappresentata dai pm Marco Airoldi e Walter Cotugno, ha chiesto condanne per un totale di 400 anni di carcere, con l'accusa principale di omicidio colposo e disastro colposo. Al centro del processo, la tesi dei magistrati secondo cui i vertici di Aspi avrebbero sistematicamente tagliato le risorse destinate alla manutenzione per massimizzare i dividendi degli azionisti.
Tra gli imputati spicca la figura dell'ex amministratore delegato di Autostrade per l’Italia, Giovanni Castellucci, per il quale la pubblica accusa ha invocato una condanna a 18 anni e 6 mesi. Attualmente detenuto nel carcere di Opera per la strage di Avellino, Castellucci ha ribadito durante le ultime udienze la propria linea difensiva, sostenendo di non aver mai assunto un ruolo diretto nella gestione tecnica delle manutenzioni strutturali del viadotto sul Polcevera, dichiarando l'assenza di competenze specifiche in materia.
La decisione dei giudici chiude un lungo e complesso iter processuale, segnato dal dolore della città e dall'attesa di giustizia da parte dei familiari delle vittime, che in quel 14 agosto di otto anni fa videro spezzarsi le vite dei propri cari nel crollo di una delle infrastrutture più importanti del Paese.














