La sindaca Silvia Salis chiude alla possibilità di realizzare un termovalorizzatore a Genova e rinvia ogni valutazione sul ruolo di Amiu a quando la Regione Liguria avrà individuato un sito e definito il progetto dell’impianto per la chiusura del ciclo dei rifiuti.
La posizione della sindaca arriva dopo la decisione del Consiglio di amministrazione di Amiu, che oggi ha deliberato all’unanimità l’apertura di una fase di studio sul progetto promosso dalla Regione Liguria. Una scelta che, di fatto, non comporta l’ingresso immediato della municipalizzata nella procedura regionale, ma affida al presidente il compito di approfondire gli aspetti economici, finanziari, tecnologici, giuridici e operativi dell’operazione.
“Voglio ribadire un punto fermo: non vi è alcuna possibilità di realizzare un termovalorizzatore a Genova”, afferma Salis. “Dal punto di vista tecnico e dei costi, semplicemente non esistono sul nostro territorio aree idonee a ospitare un’infrastruttura simile”.
Il mandato dato dal Cda di Amiu, spiega la sindaca, va quindi letto in questa direzione: approfondire il dossier solo quando la Regione avrà sciolto i nodi principali. “Il mandato conferito oggi al presidente di Amiu dal consiglio di amministrazione è chiaro: approfondire tutti gli aspetti economici, finanziari, tecnologici, giuridici e operativi una volta che la Regione avrà individuato il sito e definito il progetto per l’impianto destinato alla chiusura del ciclo dei rifiuti”.
Secondo Salis, il primo passaggio spetta dunque alla Regione. “Aspettiamo che la Regione sciolga il nodo della gara: se ci sarà un Comune ligure disponibile ad accogliere un impianto sul proprio territorio, valuteremo se ci saranno le condizioni per permettere ad Amiu di partecipare alle procedure pubbliche, secondo le regole del partenariato pubblico privato”.
La sindaca interviene anche sulle parole del presidente della Regione Marco Bucci, che da Torriglia aveva auspicato una partecipazione di Amiu al bando regionale, avvertendo che, senza un ingresso nella procedura entro la scadenza, per la società genovese “la strada sarà molto difficile”.
Salis si dice “stupita” da quelle dichiarazioni. “Il presidente sembra aver paventato che siccome Amiu non parteciperà in questa fase della procedura voluta dalla Regione sarebbe svantaggiata a partecipare in seguito. Lo invitiamo a rileggere le procedure messe in atto dal suo stesso ente perché non sembra essere così”.
La sindaca replica anche all’apertura del governatore sulla possibilità di concedere qualche giorno in più ad Amiu, nel caso in cui fosse la stessa azienda a chiederlo. “Sorprendono le parole dello stesso governatore che ora si dice pronto eventualmente a concedere più tempo ad Amiu. Peccato che non abbia dato la stessa disponibilità quando era stata l’azienda stessa a chiederlo, dopo il primo avviso esplorativo”.
Resta il tema di fondo, quello della chiusura del ciclo dei rifiuti, che Salis non mette in discussione come obiettivo strategico. “La chiusura del ciclo dei rifiuti è una sfida fondamentale per ridurre la dipendenza dalle discariche e dall’export, ma, proprio per l’importanza di questa operazione, Amiu ha bisogno di valutare la propria partecipazione basandosi su un quadro conoscitivo che, ad oggi, deve ancora essere completato dalla Regione”.
TERMOVALORIZZATORE, COMITATI SODDISFATTI PER IL PASSO INDIETRO DI AMIU: “ORA LA REGIONE ABBANDONI IL PROGETTO”
"La collaborazione tra cittadini, comitati, associazioni e soggetti istituzionali è la forza che può orientare le scelte pubbliche verso il bene comune. È questo il principio che ha animato la mobilitazione dei mesi scorsi contro il progetto di termovalorizzatore in Liguria, e che oggi trova una prima, significativa conferma. Accogliamo con soddisfazione la scelta fatta da Amiu di non partecipare al bando per la realizzazione di un inceneritore in Liguria. Si tratta di una decisione che premia mesi di lavoro collettivo, di pressione istituzionale e di presenza nei territori. Non è il punto di arrivo, ma l’inizio di una fase nuova: serve una raccolta differenziata davvero virtuosa, con obiettivi ambiziosi, strutture adeguate e campagne capillari di sensibilizzazione, insieme a un modello industriale di economia circolare capace di rendere Amiu un’azienda solida, efficiente e produttiva, all’altezza delle sfide ambientali del nostro tempo. Restiamo nettamente contrari all’incenerimento come modello di chiusura del ciclo dei rifiuti in tutta la Regione. L’inceneritore non è una soluzione moderna: è una scelta che mette a rischio la salute dei cittadini e dell’ecosistema ligure, e che rischia di bloccare per decenni la transizione verso un sistema fondato su prevenzione, riuso e riciclo. Le risorse investite in impianti di combustione sono risorse sottratte all’economia circolare, al compostaggio di qualità, alla raccolta porta a porta e alle filiere del riutilizzo. A tal proposito, riteniamo fondamentale che vengano accelerati i tempi per la realizzazione del Tmb di Scarpino, già approvato dal Comune di Genova ma ancora non reso operativo. Ogni ulteriore ritardo è inaccettabile: l’impianto di trattamento meccanico-biologico rappresenta una risposta concreta, efficace e coerente con gli obiettivi europei in materia di gestione dei rifiuti, e la sua entrata in funzione non può essere rimandata ulteriormente. Rivolgiamo un monito chiaro al governo della Regione Liguria: abbandoni definitivamente ogni disegno volto alla realizzazione di un inceneritore nel nostro territorio. Siamo pronti a continuare questa battaglia con la stessa determinazione e la stessa unità che ci ha fin qui contraddistinto. Non molleremo. Qualunque tentativo di riproporre l’inceneritore, sotto qualsiasi forma o denominazione, troverà una resistenza ancora più forte, organizzata e radicata nei territori. La convergenza tra cittadini, comitati, associazioni e forze politiche nelle istituzioni dimostra che una mobilitazione larga, coerente e radicata nel territorio può produrre risultati concreti quando l’obiettivo è il bene comune. Continueremo a vigilare affinché questa direzione sia mantenuta e rafforzata, opponendoci a qualsiasi tentativo di riproporre soluzioni superate che scaricano sull’ambiente e sulla salute pubblica il costo di una gestione dei rifiuti non all’altezza delle sfide del presente". Così in una nota congiunta la rete dei comitati "Liguria Bene Comune".














