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Cronaca | 29 giugno 2026, 13:54

Marassi, ancora violenza nel carcere: agente aggredito da un detenuto armato

Il sindacato SAPPE lancia l'allarme sulla sicurezza: "Poliziotti lasciati soli senza tutele". Si rinnova la richiesta di un Provveditorato regionale autonomo per la Liguria

Marassi, ancora violenza nel carcere: agente aggredito da un detenuto armato

Ancora una notte di violenza nel carcere di Marassi.

La notte appena trascorsa, nella Prima Sezione del piano terra, un detenuto in stato di alterazione ha dato vita a un'aggressione brutale contro gli agenti della Polizia Penitenziaria, riaccendendo il dibattito sulla sicurezza all'interno degli istituti di pena.

L'episodio si è verificato tra l'1,30 e le 2 di notte. Il detenuto, dopo aver minacciato il personale e i compagni di cella, ha divelto la gamba di un tavolo trasformandola in una rudimentale mazza. Per ostacolare l'ingresso degli agenti, ha cosparso il pavimento di acqua e sapone e barricato l'entrata con degli sgabelli.

L'intervento della Polizia Penitenziaria è stato immediato. Un agente, intervenuto in una fase concitata senza scudo per la rapidità dell'azione, è stato colpito violentemente dall'aggressore, riuscendo a parare il colpo con il braccio prima che i colleghi potessero entrare con le protezioni adeguate, disarmare e immobilizzare il soggetto.

Il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria ha espresso il proprio plauso ai colleghi per la professionalità dimostrata, ma le parole dei vertici sindacali sono dure.

Donato Capece, Segretario Generale del SAPPE, ha dichiarato: "È inaccettabile che uomini e donne dello Stato debbano mettere a rischio la propria incolumità fisica per sopperire alla cronica mancanza di strumenti di tutela adeguati". Sulla stessa linea Vincenzo Tristaino, segretario nazionale per la Liguria: "Non possiamo continuare ad affidarci esclusivamente al coraggio degli operatori. Servono investimenti, maggiori tutele operative e strumenti idonei".

Oltre alla richiesta di protocolli più incisivi, i sindacalisti pongono l'accento sulla gestione territoriale: il SAPPE chiede con urgenza che la Liguria torni ad avere un proprio Provveditorato Regionale autonomo, oggi accorpato al Piemonte.

Secondo il sindacato, l'attuale accorpamento penalizza le esigenze specifiche della Liguria, che spaziano dalla conformazione territoriale alle relazioni con le autorità giudiziarie, lasciando la regione priva di un adeguato presidio istituzionale. Il SAPPE conclude rinnovando l'appello alle istituzioni affinché intervengano tempestivamente per garantire la sicurezza di chi opera quotidianamente nelle carceri, impedendo che episodi simili diventino una tragica normalità.

Redazione

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