Si è conclusa con il rilascio di Nessy Guerra e della figlia Aisha la lunga giornata di tensione vissuta in Egitto, dopo che nella notte la polizia aveva condotto la famiglia in una stazione di polizia in esecuzione di un provvedimento legato alla complessa vicenda dell'affidamento della bambina.
La conferma era arrivata ai nostri mircofoni dall'avvocata Agata Armanetti, che segue la giovane sanremese in Italia. Dopo diverse ore trascorse negli uffici della polizia egiziana, Nessy ha potuto lasciare la caserma insieme ai familiari, mentre resta ancora aperto il fronte giudiziario che da oltre due anni la vede coinvolta tra la condanna per adulterio, il ricorso in Cassazione e la causa per l'affidamento della piccola Aisha.
La giornata ha mobilitato anche la diplomazia italiana. Sul posto erano presenti l'ambasciatore d'Italia al Cairo, Agostino Palese, e la console Giulia De Nardis, mentre il Governo italiano ha seguito l'evolversi della situazione attraverso la Farnesina.
Nelle stesse ore è intervenuto pubblicamente anche il ministro degli Esteri Antonio Tajani, che ha fatto il punto sull'attività diplomatica in corso e ha indicato quella che, secondo il Governo, potrebbe rappresentare una delle possibili strade per arrivare a una soluzione. "In attesa del pendente ricorso davanti alla Corte di Cassazione mi auguro che le autorità egiziane possano valutare anche la concessione della grazia presidenziale a Nessy", ha dichiarato il ministro ai microfoni di Sky TG24.
Tajani ha ricordato come la giovane sanremese sia stata condannata per adulterio, un reato che nell'ordinamento italiano non esiste più da decenni. "Lei è stata condannata per adulterio. È una norma che in Italia è stata abolita da decenni, ma in Egitto esiste. Noi non possiamo cambiare la legge egiziana, anche se è una legge che non trova alcun riscontro nel nostro Paese", ha spiegato.
Il ministro ha poi affrontato anche il delicato tema dell'affidamento della piccola Aisha. "Mi auguro che il giudice competente possa confermare l'affidamento della piccola Aisha alla nonna materna, come già deciso con una sentenza di primo grado del tribunale egiziano", ha affermato.
Nel suo intervento Tajani ha richiamato anche la posizione dell'ex marito della giovane. "Possiamo ricordare che sono numerose le condotte violente del padre, cittadino egiziano, il quale ha peraltro anche numerose sentenze di condanna in Italia e procedimenti penali anche in Egitto", ha sottolineato.
Da qui l'auspicio che le autorità egiziane continuino a garantire la sicurezza della giovane madre e della figlia. "Se le autorità egiziane vorranno continuare ad assicurare la sicurezza della signora Guerra e di sua figlia in attesa del loro auspicato ritorno a casa in Italia, non potrò che essere grato all'Egitto", ha aggiunto.
Il titolare della Farnesina ha quindi confermato che il dialogo con il Cairo prosegue costantemente, pur evidenziando la distinzione tra il ruolo del Governo egiziano e quello della magistratura. "Abbiamo trovato disponibilità collaborativa da parte del Governo egiziano, che però è un'istituzione diversa dalla magistratura. Stiamo lavorando a tutti i livelli, in costante contatto con il ministero degli Esteri egiziano e con il Governo egiziano, per trovare il giusto percorso che consenta a Nessy di tornare a casa. Stiamo lavorando dall'inizio della vicenda, non è sempre facile raggiungere l'obiettivo, però voglio essere ottimista."
Le dichiarazioni del ministro arrivano in uno dei momenti più delicati dell'intera vicenda. Se da una parte il rilascio di Nessy Guerra allontana, almeno per il momento, il rischio di un arresto immediato, dall'altra restano ancora aperti tutti i principali procedimenti giudiziari: il ricorso in Cassazione contro la condanna per adulterio, la causa per l'affidamento della piccola Aisha e quella relativa allo sblocco del divieto di espatrio.
Per la prima volta, però, il Governo italiano indica pubblicamente anche la possibilità di una grazia presidenziale come uno degli strumenti che potrebbero contribuire a sbloccare una vicenda che da oltre due anni tiene la giovane sanremese e la figlia lontane dall'Italia.














