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Attualità | 08 luglio 2026, 12:59

Sestri Ponente, Ceraudo: "Abbiamo perso tutti: invece di ascoltarci, ci siamo feriti"

Il presidente del Municipio interviene dopo le tensioni e le aggressioni ai giornalisti culminate in piazza Baracca: “Si è perso il senso di tutto, da ambo le parti. Ma Sestri non è un ring: è casa. E una casa si difende insieme". E ancora: "Colpire chi racconta o chi manifesta è un atto vile"

Sestri Ponente, Ceraudo: "Abbiamo perso tutti: invece di ascoltarci, ci siamo feriti"

L'altro ieri Sestri Ponente ha fatto male. A tutti”. Così il presidente del Municipio Medio Ponente, Fabio Ceraudo, interviene dopo le tensioni che lunedì sera hanno attraversato il quartiere, durante la fiaccolata per la sicurezza e il presidio organizzato in risposta alla manifestazione.

Una serata nata attorno a un tema reale, quello della sicurezza percepita e del disagio vissuto da una parte dei residenti, ma finita tra spintoni, momenti di forte tensione e aggressioni ai giornalisti presenti per documentare quanto stava accadendo. Episodi su cui è intervenuta anche la Digos, che ha identificato e denunciato un uomo ritenuto responsabile delle aggressioni ad alcuni operatori dell’informazione.

Per il presidente Ceraudo il punto non è soltanto la cronaca della serata, ma il clima che quella serata ha restituito al quartiere: “Una manifestazione, un presidio, due sensibilità diverse. E invece di ascoltarci, ci siamo feriti”.

Il presidente del Municipio condanna con fermezza quanto accaduto, a partire dagli episodi di violenza contro chi era in piazza per raccontare: “La mia solidarietà va ai giornalisti, alle persone aggredite, ai cittadini che hanno partecipato con il cuore senza secondi fini. Colpire chi racconta o chi manifesta è un atto vile”.

Parole nette anche sul rischio che il tema sicurezza venga schiacciato dentro una contrapposizione politica, trasformando una richiesta di attenzione del territorio in un terreno di scontro. “Il diritto a manifestare è sacro, ma non è un giocattolo della politica. La sicurezza è una responsabilità, non una bandiera da sventolare”, sottolinea Ceraudo.

Il presidente rivendica la necessità di riportare il confronto dentro un perimetro istituzionale e civico, lontano dalle forzature e dalle strumentalizzazioni: “Un corteo civico lo aprono i cittadini, non chi prova a mettersi davanti per convenienza”.

La serata, secondo Ceraudo, ha mostrato una frattura che rischia di indebolire l’intera comunità. “Abbiamo visto tensioni, aggressioni, violenza: cose che non appartengono alla nostra storia. Le divisioni distruggono la buona politica: la svuotano, la indeboliscono, la trasformano in propaganda. La buona politica nasce dall’ascolto, non dallo scontro”.

Da qui il richiamo al ruolo delle istituzioni di prossimità, che non possono limitarsi a commentare quanto accade ma devono continuare a stare dentro i quartieri, ascoltando paure, rabbia e richieste dei cittadini senza alimentarle. “Ieri io ero lì, vicino alla mia comunità, senza vessilli. Perché amare il territorio significa esserci: ascoltare, comprendere, unire. Non dividere”.

Un passaggio centrale riguarda proprio il rapporto tra sicurezza e violenza. “La violenza non protegge: divide. Chi usa la violenza per parlare di sicurezza non cerca sicurezza: cerca potere”, afferma Ceraudo, che aggiunge: “Si è proprio perso il senso di tutto, da ambo le parti”.

Il presidente del Municipio cita anche Gandhi: “La forza non deriva dalla capacità fisica, ma da una volontà indomita”, aggiungendo che “ieri quella volontà l’abbiamo smarrita tutti”.

La chiusura è un appello al quartiere e alla responsabilità collettiva: “Sestri Ponente merita di più: rispetto, responsabilità, comunità. Merita istituzioni che ascoltano e cittadini che non si lasciano trascinare dalla paura. Ieri abbiamo perso tutti. Oggi dobbiamo necessariamente ricominciare. Perché Sestri Ponente non è un ring: è casa. E una casa si difende insieme”.

Federico Antonopulo

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