Anche i Partito Democratico di Genova parteciperà al presidio pubblico "Restiamo umani", indetto da CGIL e ANPI per sabato 11 luglio alle ore 15 in via Cesarea a Genova.
"L'iniziativa nasce come momento di mobilitazione democratica e antifascista, per riaffermare i valori della Costituzione, della solidarietà e dell'accoglienza contro ogni forma di politica basata sulla paura, sulla divisione e sull'esclusione. Il presidio si svolgerà qualche ora prima del comizio del generale Roberto Vannacci - si legge in una nota -. Il Partito Democratico di Genova ritiene fondamentale essere presente e dare il proprio contributo in questo momento, per testimoniare con convinzione un'idea di città e di società fondata sui valori di uguaglianza, rispetto delle differenze e coesione sociale, in netta contrapposizione ai messaggi divisivi che alimentano paura e contrapposizione tra le persone. Il PD Genova invita iscritte, iscritti, simpatizzanti e tutta la cittadinanza a partecipare numerosi al presidio dell'11 luglio, per confermare con la propria presenza che Genova resta una città aperta, plurale e solidale".
Gli organizzatori contestano duramente il movimento dell'ex generale, accusato di portare avanti posizioni giudicate inaccettabili su temi cruciali quali i diritti delle persone con disabilità, la gestione dei flussi migratori e gli stessi principi democratici che fondano la Repubblica Italiana. Cgil e Anpi respingono fermamente quelle che definiscono idee divisive e antistoriche, rivolgendo un appello accorato alle forze politiche e alle istituzioni affinché rinnovino e rilancino, attraverso atti concreti, i principi di uguaglianza scritti all'interno della Carta Costituzionale.
Secondo le due sigle promotrici, le argomentazioni introdotte da figure definite discutibili risultano pericolose e totalmente distanti dalla vera politica, oltre che dai bisogni reali di lavoratori e cittadini. La nota congiunta evidenzia come i veri problemi della società contemporanea risiedano altrove, a partire dal drammatico contesto di guerra internazionale, con le sue tragiche conseguenze sulle popolazioni colpite e le pesanti ricadute economiche e sociali che si abbattono su tutti i popoli.
A essere messe sotto accusa sono anche le politiche di tagli alla spesa pubblica. Per il sindacato e l'Anpi, la scelta di non finanziare in modo dignitoso settori chiave come la sanità, la scuola, la ricerca, il lavoro, la sicurezza, la cultura e le politiche abitative finisce per generare ricadute negative sulla vita quotidiana di ogni singolo cittadino. Di fronte a una costante messa in discussione dei diritti fondamentali, l'invito finale rivolto alla cittadinanza è quello di superare l'odio e le divisioni, restando uniti in un percorso collettivo che non dimentichi l'importanza di restare umani.














