Accordo raggiunto tra Comune di Genova, organizzazioni sindacali e Rsu sul personale dell’ente. Dopo settimane di tensione, culminate nello stato di agitazione proclamato il 22 giugno da tutte le sigle della funzione pubblica, l’amministrazione comunale ha annunciato in aula l’intesa con i rappresentanti dei lavoratori. A darne comunicazione, durante la seduta odierna del consiglio comunale, è stata l’assessora al Personale Rita Bruzzone, intervenuta al termine della discussione richiesta dall’opposizione.
“Comincerei da un dato positivo, di cui onestamente vado orgogliosa e lo dico senza falsa retorica: oggi è stato firmato questo accordo di intesa tra il Comune, le organizzazioni sindacali e la Rsu del Comune di Genova”, ha detto Bruzzone. L’assessora ha rivendicato il risultato raggiunto sul piano assunzionale: “Oggi abbiamo ottenuto un risultato storico: turnover del 102% nel 2026 e del 75% nel 2027, con un impegno da parte di questa amministrazione di 4 milioni e mezzo di euro”.
Nel dettaglio, secondo quanto riferito in aula dall’assessora, il piano prevede “255 assunzioni a fronte di 250 cessazioni”, con un saldo positivo di cinque unità. Bruzzone ha inoltre annunciato che “57 unità verranno assunte immediatamente, perché ci sono graduatorie in essere che ci consentono di procedere”.
Un capitolo specifico riguarda la polizia locale, tra i settori indicati dai sindacati come maggiormente sotto pressione insieme a servizi sociali, demografici, scuole 0-6 e cultura. “La polizia locale avrà 23 unità in più: 19 dal concorso e 4 dalle graduatorie”, ha spiegato Bruzzone. A queste si aggiunge una misura finanziata con la tassa di soggiorno: “Con 300mila euro a sistema per tre anni, fino al 2028, verranno assunti agenti di polizia locale a tempo indeterminato attraverso le graduatorie del Comune e della Città Metropolitana”. Previsto anche “un nuovo concorso a tempo indeterminato per fare in modo che l’implementazione continui”.
L’accordo arriva dopo lo stato di agitazione proclamato il 22 giugno da Rsu, Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl, Usb P.I. e Cse-Diccap. Alla base della mobilitazione, secondo le sigle sindacali, c’erano il rischio di perdere 570 unità di personale tra il 2023 e il 2028, il ricorso crescente agli straordinari, la mancata applicazione di alcuni accordi integrativi e carichi di lavoro giudicati insostenibili in diversi settori chiave. Il 29 giugno la protesta era arrivata davanti alla Prefettura, dove i sindacati avevano denunciato anche il ricorso a circa 90mila ore annue di straordinario, considerate ormai strutturali.
La discussione in consiglio era stata chiesta con un documento presentato da Pietro Piciocchi per Vince Genova, Ilaria Cavo per Noi Moderati, Sergio Gambino per il Gruppo Misto, Alessandra Bianchi per Fratelli d’Italia e Paola Bordilli per la Lega. Piciocchi non è però riuscito a intervenire in aula perché, come spiegato da Mauro Avvenente, è rimasto bloccato in A10 a causa del ribaltamento di un tir tra Arenzano e Pra’.
È stato quindi Avvenente ad aprire il confronto per il gruppo Vince Genova, esprimendo “totale solidarietà ai dipendenti del Comune di Genova”. Il consigliere ha sottolineato come il lavoro del personale comunale, a suo giudizio, “sostituisca con abnegazione le carenze dell’ente e confini in soffitta luoghi comuni e dicerie sui dipendenti pubblici che farebbero poco”. Poi l’attacco politico: “L’elemento caratterizzante è lo stato di agitazione unitario di tutte le sigle sindacali, cosa che non avveniva da oltre dieci anni”.
Avvenente ha rivendicato il ruolo dell’opposizione nell’aver portato il tema in aula: “Noi abbiamo chiesto di discutere questo documento e ci è stato impedito per due volte. Se oggi si arriva a un’ipotesi di accordo, probabilmente è anche grazie al fatto che abbiamo incalzato la maggioranza”. Secondo il consigliere, l’intesa potrà rappresentare “una boccata d’ossigeno”, ma resta il giudizio critico sulla gestione politica della vicenda: “Ci sono state una serie di azioni da parte dell’amministrazione che hanno dimostrato incapacità nella gestione del lavoro”.
Dalla maggioranza è intervenuto Filippo Bruzzone, della lista civica Silvia Salis, che ha richiamato la necessità di una lettura più ampia del problema. “Le carenze lamentate dalle organizzazioni sindacali non partono da giugno 2025, ma dalla consigliatura precedente”, ha detto. Bruzzone ha poi difeso il ruolo del confronto tra amministrazione, sindacati e forze politiche: “Se nel nostro sistema democratico i corpi intermedi, cioè sindacati e partiti, si prendono spazi di dibattito, non la vivo come una bestemmia: la reputo una cosa sacrosanta”.
Di segno opposto l’intervento di Alessandra Bianchi, che ha accusato la maggioranza di scaricare le responsabilità sul governo. “Vedo una sola risposta: oltre al fatto che siete arrivati alla soluzione da soli, l’altra attività che fate bene è dare la colpa al governo”, ha detto la consigliera di Fratelli d’Italia. “Non è colpa del governo, è questa amministrazione che strumentalizza i temi per dare la colpa al governo Meloni”. Bianchi ha comunque espresso, a nome di Fratelli d’Italia, “solidarietà ai dipendenti comunali” e ha auspicato la revoca dello stato di agitazione.
Molto dura anche Paola Bordilli, che ha parlato di una crisi sindacale senza precedenti per l’ente. “Uno stato di agitazione simile del personale non si era mai visto in città: questa è la vera verità”, ha affermato la consigliera della Lega. “Avete dimostrato un’incapacità assoluta nella gestione del lavoro, su temi come smart working e relazioni sindacali. Non lo dice l’opposizione: lo dicono unitariamente i sindacati”.
Bordilli ha poi rivendicato l’azione dell’opposizione: “Siamo contenti: alla fine serviamo per stimolare con i nostri documenti un’agenda politica che, se fosse per voi, sarebbe a zero”. Secondo la consigliera, l’accordo dimostrerebbe che le risorse potevano essere trovate prima: “Ora avete trovato spazio per il personale? Allora vuol dire che avete mentito. Non era vero che la leva assunzionale era spinta ai massimi livelli”.
Più articolata la posizione di Ilaria Cavo, che ha riconosciuto il valore dell’accordo ma ha chiesto conto dei tempi. “Ciò che conta è il risultato: se avete trovato un accordo oggi, è un dato positivo”, ha detto la capogruppo di Noi Moderati. “Se si trovano risorse sul tema degli straordinari e per garantire i servizi ai cittadini, non possiamo che sostenere l’accordo”.
Cavo ha però richiamato quanto emerso nel confronto in Prefettura: “I sindacati avevano lamentato e documentato una sproporzione nella destinazione delle risorse tra dirigenti e personale. Non possiamo essere qui a dire che andava tutto bene”. Poi la domanda alla giunta: “Se le risorse c’erano, perché non sono state messe sul piatto già dall’incontro in Prefettura? Perché arrivare fino allo stato di agitazione, che è un unicum nella storia della città?”.
A chiedere un approccio “responsabile” è stato Mario Mascia per Forza Italia: “Stiamo cercando anche noi di dare un contributo, soprattutto riguardo ai lavoratori”. Solidarietà ai dipendenti comunali è arrivata anche da Francesco Maresca, del Gruppo Misto.
Nella sua replica, Bruzzone ha respinto l’idea di un’amministrazione distante dai lavoratori. “Nessuno di noi ha mai sottovalutato i lavoratori e le lavoratrici, né ha creato diatribe tra comparto e dirigenti”, ha detto. L’assessora ha ricordato che le rivendicazioni sindacali “partivano dal 2023” e ha indicato il 2024 come “il punto più basso, con il 50% di turnover”.
Quanto al confronto in Prefettura e alle accuse rivolte al governo, Bruzzone ha puntualizzato: “Se in Prefettura è stato attaccato il governo, lo hanno fatto i sindacati. La nostra unica posizione riguardava i vincoli finanziari, che però in questo caso non sussistevano”.
Per l’assessora, il verbale firmato oggi non chiude solo una vertenza, ma apre una fase nuova di confronto: “Lo stato di agitazione ha portato al verbale e alla calendarizzazione di una serie di tavoli che riprendono tutti i punti. Si è cercato di dare il massimo e credo sia stato dato: il 102% è un livello di turnover che da anni non si vede in questo ente”.
Bruzzone ha infine rivendicato il metodo seguito dall’amministrazione: “C’è sempre stato dialogo, mai scontro. Da parte dell’amministrazione e dei sindacati c’è stata massima collaborazione. Si va incontro al benessere dei nostri lavoratori e delle nostre lavoratrici”.














