"La sanità pubblica in Liguria è al limite". Con queste parole FP Cgil Liguria e UIL Fp Liguria hanno guidato questo pomeriggio la protesta che ha portato centinaia di lavoratrici e lavoratori del comparto a manifestare sotto la sede della Regione Liguria, a Genova. L’iniziativa si inserisce all'interno dello stato di agitazione già proclamato da tempo a causa delle drammatiche condizioni in cui versa il settore sul territorio regionale.
A margine del presidio, le segreterie sindacali sono state ricevute dall'Assessore regionale alla Sanità, Nicolò, al quale hanno esposto le criticità più urgenti. "La riforma sanitaria regionale è partita male, infatti le risorse non sono ancora arrivate", hanno spiegato i rappresentanti dei lavoratori, mettendo al centro della piattaforma rivendicativa la necessità di assunzioni immediate e stabili per superare le pesanti carenze di personale e garantire organici adeguati in tutte le strutture. Accanto ai contratti, i sindacati chiedono un incremento dei fondi per stipendi e indennità, volto a riconoscere il valore e il sacrificio di chi opera quotidianamente per la cura dei cittadini.
Nel dettaglio, le richieste presentate alla Regione Liguria riguardano l’integrazione dei fondi contrattuali, un maggior numero di passaggi di fascia, l’aumento delle indennità di turno, del lavoro notturno, della pronta disponibilità e delle altre indennità professionali, oltre a un sistema degli incarichi più equo e al mantenimento dei progetti obiettivo. Tra i punti fermi della mobilitazione figurano anche i diritti legati alla dignità lavorativa e al welfare aziendale, come l’estensione e l'aumento del valore del ticket mensa, e una migliore conciliazione tra vita privata e lavoro attraverso turni più sostenibili, maggiori tutele e l'attivazione della mobilità interaziendale.
"Le condizioni economiche e normative devono essere allineate alle migliori esistenti, come promesso a suo tempo dal Presidente della Regione", hanno proseguito FP Cgil e UIL Fp Liguria, ribadendo un netto no a qualsiasi accordo al ribasso. I sindacati hanno infine denunciato una grave mancanza di programmazione e gli effetti negativi legati all'accorpamento di diversi reparti ospedalieri, una scelta che, secondo i rappresentanti dei lavoratori, sta destabilizzando l’organizzazione del personale e penalizzando il servizio reso all'utenza.














