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Attualità | 20 luglio 2026, 17:34

Per non dimentiCarlo, Salis in piazza Alimonda: “Ridurre il G8 agli scontri è un errore clamoroso”

La sindaca di Genova ha partecipato al presidio per il 25° anniversario della morte di Carlo Giuliani: “Le istanze di quel movimento sono ancora attuali. L'ordine pubblico fu gestito in modo tragico, ma non bisogna generalizzare sull'operato delle forze dell'ordine”

Nel giorno del 25° anniversario della morte di Carlo Giuliani, la sindaca di Genova Silvia Salis ha preso parte al presidio "Per non dimentiCarlo" in corso in piazza Alimonda. Una presenza che ha definito "importante, opportuna e necessaria" per chi guida la città.

"In una giornata come questa credo che il sindaco di Genova debba esserci. In questo caso, da sindaca, credo sia importante, opportuno e necessario essere presente qui. E' un errore clamoroso ridurre il G8 agli scontri e ai temi legati alle violenze. Il G8 è stato un momento di grande presa di consapevolezza di una parte della società mondiale, che portava avanti istanze che allora sembravano urgenti e che oggi sono diventate non più rimandabili. Molte delle questioni sollevate allora si sono purtroppo tragicamente verificate e i giorni che viviamo ce lo dimostrano. Ridurre tutto agli elementi divisivi o parlare soltanto delle violenze del G8 è molto sbagliato e molto riduttivo. È un approccio che non rende giustizia a tutti quelli che hanno creduto in un movimento che voleva cambiare le carte in tavola del mondo".

La sindaca ha poi affrontato il tema della gestione dell'ordine pubblico durante il G8 del 2001, ricordando anche quanto accaduto alla scuola Diaz. "L'ordine pubblico è stato gestito in modo tragico. È stata una gestione che non vorremmo vedere mai più in un Paese democratico, né in Italia né nel mondo. È stato un pugno nello stomaco per tutti gli occhi del mondo puntati su Genova. È stata una gestione dell'ordine pubblico che ha puntato ad alimentare lo scontro e le violenze, mentre dovrebbe avere esattamente lo scopo contrario: non alimentare la violenza, ma contenerla. È stato fatto di tutto perché le violenze scoppiassero e distraessero su quelle l'attenzione di tutto il mondo. Purtroppo ci sono riusciti e ancora oggi aspettiamo risposte importanti".

Tra i temi affrontati anche quello del monitoraggio del porto sul transito delle armi, dopo la commissione comunale della scorsa settimana interrotta tra le tensioni. "La commissione sarà portata avanti. Faremo in modo che prosegua con toni più consoni a un'aula di consiglio comunale. È un tema nel quale crediamo, che abbiamo messo sul tavolo e che continueremo ad affrontare coinvolgendo tutti gli operatori e i soggetti interessati". Commentando i recenti fatti di Bologna e il dibattito sull'operato delle forze dell'ordine, Salis ha invitato a evitare generalizzazioni. "Vorrei che ogni fatto non fosse usato per generalizzare una valutazione complessiva sull'operato delle forze dell'ordine nel nostro Paese. Non bisogna mai usare le forze dell'ordine per fare propaganda, né da una parte né dall'altra. Sono un presidio di democrazia e di legalità e vanno considerate per quello che sono, cioè uno strumento per il mantenimento della legalità e dell'ordine pubblico. Le generalizzazioni non fanno bene a nessuno e soprattutto non fanno bene al clima che c'è oggi in Italia".

La sindaca ha infine risposto anche alle polemiche nate intorno alla targa di piazza Alimonda e alla vicenda del nome "Carlo Giuliani". "Ormai vivo polemiche quotidianamente per qualsiasi cosa venga fatta in questa città. Mi sembra sia un po' il clima complessivo che c'è in Italia: si fanno polemiche strumentali su tutto e si evita di affrontare seriamente i problemi cercando di trovare soluzioni. Alle polemiche cerco sempre di non rispondere, perché i sindaci hanno un ruolo molto pratico: devono risolvere i problemi e non hanno tanto tempo da dedicare alle polemiche".

Per Salis, infine, le rivendicazioni del movimento che si mobilitò contro il G8 restano ancora oggi attuali. "Quei temi sono ancora validi, perché non sono stati affrontati praticamente in alcun modo. È questa la delusione, il punto in cui si è infranto quel movimento. Le questioni portate avanti da chi partecipò alle manifestazioni del G8 non sono state considerate né nella loro individualità né nella loro complessità e oggi ci ritroviamo a pagarne le conseguenze sotto tanti punti di vista. C'è ancora molto lavoro da fare. Quasi tutto, purtroppo".

Chiara Orsetti


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