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Attualità | 22 luglio 2026, 11:04

G8, in centinaia alla fiaccolata per ricordare la Diaz a 25 anni dall'irruzione: "Verità e giustizia per Genova"

Presenti la sindaca Silvia Salis, alcuni dei sopravvissuti all'assalto del 2001 e i familiari delle vittime. Nel cortile presentato anche un albero simbolo di rinascita

Centinaia di persone hanno partecipato ieri sera alla fiaccolata organizzata per ricordare il venticinquesimo anniversario dell'irruzione della polizia nella scuola Diaz durante il G8 di Genova del 2001. Il corteo è partito da piazza Tommaseo ed è arrivato fino all'istituto scolastico, aperto dallo striscione con la scritta "Verità e giustizia per Genova".

Tra i partecipanti anche la sindaca di Genova, Silvia Salis, insieme a numerosi protagonisti e testimoni di quei giorni. Hanno sfilato alcuni degli allora giovani che nella notte del 21 luglio 2001 vennero picchiati mentre dormivano all'interno della scuola e finirono in ospedale. Presenti, tra gli altri, il giornalista britannico Mark Covell, l'attivista tedesca Lena Zuhlke, il giornalista Lorenzo Guadagnucci, il fumettista Christian Mirra, Heidi Giuliani ed Enrica Bartesaghi, madre di Sara Gallo, anche lei rimasta ferita durante l'assalto.

All'arrivo davanti alla Diaz, il corteo è stato accolto nel cortile dal dirigente scolastico Alessandro Cavanna. Per molti anni i suoi predecessori avevano negato l'accesso all'interno della scuola alla tradizionale manifestazione commemorativa.

"Questo è un luogo di tutti. Qualcuno dice che abbiamo reso questa scuola trasparente, ma io credo che la memoria sia uno strumento a difesa della democrazia e dei diritti delle persone", ha affermato Cavanna. "In questa palestra e in queste aule si svolgono ogni giorno attività scolastiche, ma lavoriamo anche per far comprendere l'enorme frattura che si creò tra Stato e società civile 25 anni fa. Per questo questa sera sono presenti anche alcuni studenti della scuola".

Nel corso della serata il dirigente, insieme a Francesco Foletti, presidente dell'associazione Kaki Tree, ha presentato il progetto di piantumazione di un albero di caco discendente da quello sopravvissuto al bombardamento atomico di Nagasaki. "Questa è stata la vostra bomba atomica – ha dichiarato Foletti –. Questa pianta rappresenta un segno di rinascita".

Anche la sindaca Silvia Salis ha preso la parola ricordando il clima di quei giorni: "Tutti abbiamo un ricordo ed eravamo terrorizzati da ciò che sarebbe potuto accadere durante il G8. Non voglio immaginare cosa avremmo letto se quei fatti fossero avvenuti oggi, tra le mistificazioni dei social e un dibattito politico sempre più esasperato e polarizzato. Le istituzioni devono pretendere la ricerca della verità e contrastare chi utilizza la sicurezza e l'ordine pubblico come strumenti di propaganda".

Redazione

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