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Attualità | 29 luglio 2026, 12:59

Il Centro Storico non si arrende al declino: in piazza don Gallo il presidio di comunità per riprendersi gli spazi condivisi

Municipio I, AMIU e residenti a confronto contro degrado e spaccio: “Questi luoghi hanno bisogno dell’aiuto di tutte e tutti”

Una piazza, quella intitolata a Don Andrea Gallo, nel cuore del Ghetto, per praticare cittadinanza attiva ma anche per confrontarsi con le istituzioni e trovare risposte alle difficoltà e alle emergenze che il centro storico vive.

Quella iniziata alle 8 con la colazione condivisa è stata una mattinata in cui gli spazi sono stati occupati con la presenza fisica senza dimenticare il tema della pulizia e del decoro, aprendo a un dialogo che, non senza difficoltà, è l’elemento di partenza per la ricostruzione del tessuto sociale. 

Nonostante il rinvio al 9 settembre della "Giornata della Cura" a causa del caldo, il Municipio I Centro Est ha voluto mantenere un presidio operativo in questo luogo simbolo, organizzando un’iniziativa che ha coinvolto l'amministrazione comunale, i vertici di AMIU, la Polizia Locale e i residenti per affrontare le criticità che mettono a dura prova la tenuta sociale e commerciale della zona ribadendo così che il centro storico è un luogo abitato che non vuole rassegnarsi al declino della vivibilità e della tenuta commerciale.

L'iniziativa ha visto la partecipazione coordinata non soltanto di residenti ed esercenti della zona, ma anche delle istituzioni. Simona Cosso, presidente del Municipio I Centro Est, ha aperto l’incontro spiegando la genesi del presidio: “Abbiamo pensato che questo luogo avesse particolarmente bisogno di cura e attenzione. L'idea era quella di fare un momento collettivo di comunità: non perché le pulizie le debbano fare i cittadini, abbiamo professionisti che le fanno, ma per dare il senso che questi luoghi hanno bisogno dell'aiuto e della presenza di tutti e di tutte".

L’assessora all'Ambiente Silvia Pericu ha ribadito la necessità di far collaborare diverse energie del comune: “Vogliamo dare un segnale di cura partendo da questa parte del centro storico. Ci confrontiamo ogni volta in Consiglio comunale su aree critiche che vanno seguite con attenzione. Da quando abbiamo iniziato a parlarne, abbiamo trovato risorse per potenziare i lavaggi, sappiamo che Amiu effettua passaggi e lavaggi ma che, immediatamente dopo, le strade si ritrovano nella condizione di partenza. Questo è un momento di confronto anche sulle soluzioni che migliorino la cura di questa parte della città”.

Il direttore generale di AMIU, Roberto Spera, è intervenuto con estrema franchezza sullo sforzo dell’azienda: “Quello che sta facendo Amiu è il massimo sforzo. Di più non ne abbiamo, è inutile che ci nascondiamo”. Rispondendo ad alcuni residenti che ipotizzavano un aumento dei sabaudi, i cestini per la raccolta dei rifiuti posizionati lungo le strade, Spera ha chiarito ulteriormente: “Aumentare i cestini non serve a niente, serve solo ad aumentare i punti dove avviene un utilizzo scorretto; non è la normalità. Dobbiamo costruire un gioco di squadra che ci porti ad essere vigili e padroni di questi territori, perché altrimenti non ci riusciamo. Basterebbe tornare verso le quattro di oggi pomeriggio per rendersi conto che tutto ciò che è stato fatto è vanificato”.

Con Spera, anche Emanuele Serrato, responsabile di zona AMIU, che ha spiegato le difficoltà tecnica che operatori e operatrici incontrano durante le operazioni nei vicoli. Confermando l’intensificazione dei lavaggi già ricordata da Pericu, Serrato ha evidenziato l’attenzione e l’impegno dell’azienda ad agire intensificando i passaggi specialmente nelle zone critiche, come per esempio l’area di vico San Filippo e vico Croce Bianca: “Cerchiamo di intervenire più di una volta a settimana. Per lavare Vico San Filippo bisogna agire da tre vicoli diversi, richiedendo circa un'ora di lavoro solo per quello. L'impegno c'è, ma la situazione va affrontata congiuntamente a tutte le realtà”.

Il dibattito è naturalmente cresciuto quando a intervenire sono state le persone che quotidianamente si trovano a fronteggiare le difficoltà. Le testimonianze condivise Fano emergere chiaramente come il problema del decoro sia strettamente legato all’emergenza sicurezza e droga. Barbara, commerciante in via del Campo, lo ha indicato chiaramente: “Vedo Amiu passare costantemente, ma il problema della sporcizia è una conseguenza di un altro problema più grande, quello dello spaccio. Le persone stanno sedute accanto al mio negozio e vendono droga tutto il santo giorno, alla luce del sole. Il problema non è l’illuminazione, ma lo spaccio costante”.

Le fa eco un altro esercente, titolare di una lavanderia lungo la stessa strada, che si è fatto portavoce della paura condivisa da famiglie intere: “C'è un gruppo di 40-50 persone che tutti i giorni vediamo stazionare dalla mattina alla sera e anche di notte, urlano e si drogano. Io abito al primo piano con tre bambini e non possiamo dormire perché vendono droga e litigano. Usano la strada come un bagno davanti alla mia porta. Abbiamo paura, a volte vediamo coltelli e bottiglie. Chiediamo una soluzione permanente”.

Tra disillusione e frustrazione, c’è anche chi ha voluto incalzare le istituzioni, non senza polemica: “In un anno la situazione è del tutto peggiorata. L'anno scorso il traffico di droga si fermava a Porta dei Vacca, oggi è sotto casa mia. Io esigo che domani ci sia esattamente la stessa cosa che avete fatto qui oggi: voglio che lo straordinario diventi ordinario. Riuscite a garantirlo?”.

L’assessora alla Sicurezza Arianna Viscogliosi ha difeso l’operato degli agenti, pur ammettendo i limiti normativi, tornando a puntare l’attenzione sulla complessità della situazione : “Il tema della sicurezza - ha spiegato - è legato a flussi gestiti male, integrazione inesistente e nuove droghe come il crack, che creano fortissima aggressività”.

Entrando nel merito, Viscogliosi ha proseguito; “Abbiamo un nucleo dedicato di un'ottantina di agenti per il centro storico, l'unico punto di tutta Genova con un presidio così massiccio. Abbiamo creato il nucleo 'prossimità e comunità’ che cammina per i vicoli e raccoglie le segnalazioni. Da inizio anno abbiamo fatto più di 100 arresti, ma poi che fine fanno? Il tema della droga è un tema sanitario di competenza regionale. Senza un servizio sanitario serio che prenda in carico queste persone, noi possiamo solo fare repressione, ma bisogna andare a monte delle cause”.

Maria Michela Tacchini, assessora municipale al Welfare, ha aggiunto: “Sociale e sicurezza devono andare insieme. Non siamo pronti a gestire il fenomeno della tossicodipendenza, è un'emergenza mondiale e i finanziamenti pubblici sono spariti. Stiamo lavorando sui bagni pubblici e sullo ‘spacchettamento’ dei servizi: abbiamo tolto la distribuzione pacchi alimentari da questa zona per decomprimere il territorio, perché la pressione sui residenti era diventata eccessiva”.

La mattinata si è conclusa con una richiesta di continuità. Pippo Costella di Defence for Children, associazione di volontariato che ha sede proprio in piazza Don Andrea Gallo, ha lanciato la suggestione di un appuntamento fisso: “Propongo che questo spazio diventi un punto di ascolto regolare, magari il primo mercoledì del mese. Non mettiamo in opposizione sicurezza e sociale. Dobbiamo chiedere all'amministrazione un progetto verificabile, un piano integrato che consideri l'assenza della Regione, della Prefettura e della Questura e metta a sistema risorse volontarie e istituzionali".

Isabella Rizzitano


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