Una base operativa nel padovano, ma tentacoli criminali estesi in tutta Italia, con la città di Genova inserita tra i principali territori presi di mira.
La Guardia di Finanza di Padova ha concluso un'imponente indagine a tutela delle fasce deboli, portando la Procura a chiedere il rinvio a giudizio per sei componenti di un'organizzazione criminale specializzata in truffe ed estorsioni ai danni di donne anziane e sole.
Il capoluogo ligure, assieme provincia di Savona e ad altre città in Italia, figura tra le aree geografiche dove i venditori si sono accaniti, bussando direttamente alle porte delle pensionate genovesi per prosciugarne i risparmi.
L'indagine era scattata da un ordinario controllo economico del territorio a Padova, dove i finanzieri avevano notato alcuni soggetti condurre uno stile di vita sproporzionato rispetto ai redditi dichiarati. Analizzando la società da loro amministrata, è emerso che la clientela era composta interamente da donne ultrasessantenni.
Il modus operandi dell'organizzazione era strutturato nei minimi dettagli. Acquistando elenchi nominativi da altre società del settore, i venditori individuavano sistematicamente le abitazioni di persone sole, pensionate con la minima o casalinghe indifese. Una volta varcata la soglia di casa, i falsi agenti convincevano le malcapitate che, a causa di presunti contratti firmati negli anni precedenti, sussisteva un obbligo legale ad acquistare nuovi articoli casalinghi, come materassi, ferri da stiro, poltrone reclinabili e apparecchi per magnetoterapia.
Prodotti di scarso valore commerciale venivano così venduti a prezzi esorbitanti, compresi tra i 5.000 e i 7.000 euro, facendo stipulare alle anziane contratti di finanziamento a rate con primarie società di credito al consumo. Di fronte a eventuali rifiuti o resistenze, la banda passava alle maniere forti: i venditori paventavano imminenti azioni legali o inscenavano finte telefonate con sedicenti responsabili aziendali per intimorire le vittime, costringendole a firmare pur di liberarsi dell'oppressione.
Complessivamente sono oltre 1.200 le vittime individuate dagli investigatori in varie parti d'Italia, tra cui figurano numerose donne residenti a Genova e in Liguria. La banda riusciva a ricavare ricarichi fino all'800%sui prodotti venduti, oltre alle cospicue provvigioni riconosciute dalle società finanziarie per ogni pratica di credito aperta.
Un giro d'affari milionario che ha permesso ai promotori del sodalizio di condurre una vita nel lusso sfrenato tra vacanze da sogno, abiti d'alta moda e il noleggio di super-car come Ferrari, Lamborghini, Bentley e Porsche.
I provvedimenti giudiziari hanno portato al sequestro preventivo di beni per 2,5 milioni di euro tra cui gioielli, orologi di lusso e disponibilità finanziarie, e all'emissione di misure cautelari. Con la chiusura delle indagini e la richiesta di rinvio a giudizio, i sei responsabili dovranno ora rispondere davanti al giudice delle pesanti accuse di associazione a delinquere, truffa, estorsione e riciclaggio.














