Un prato, il parco settecentesco e una voce che si diffonde nell'aria prima ancora che gli occhi riescano a individuarne la provenienza.
Chi si aspettava un concerto in cui l’artista non si muove dal palco e resta sotto i riflettori, mantenendo una 'distanza di sicurezza’ dal pubblico, ieri sera ha dovuto ricredersi nel giro di trenta secondi.
Sì, perché Mille, al secolo Elisa Pucci, è una di quelle cantautrici che ti rivolta e ti ribalta, per poi farti risorgere.
Questo è il punto cardine: risorgere. Mille ‘sorge’ dal pubblico iniziando il suo spettacolo al centro del parterre, in piedi su una sedia. Si muove tra la gente che quasi non si accorge di lei perché intenta a guardare verso le luci del palco, e quando inizia a cantare Risorgimento, l’intro del disco omonimo, fa capire all’istante che quello non sarà il solito concerto.
Ipnotica, ammaliante con un timbro vocale che si muove con disinvoltura tra diversi registri, Mille inaugura la prima serata del main stage della XV edizione del Lilith Festival della Musica d’Autrice a Villa Durazzo-Bombrini.
Chioma rossa, frangia d’ordinanza e un look vintage, suo personalissimo ‘marchio di fabbrica’, Mille si insinua tra i colpi della cassa e le linee di basso, scivolando con disinvoltura tra brani con ispirazioni pop-rock a ballad quasi sussurrate in cui le epoche si mescolano per costruire la sua personale cifra stilistica. Una garanzia.
La cantautrice romana mette in scena il suo ‘Risorgimento’, il primo lavoro in studio dopo l’Ep Quanti me ne dai, da lei stesso definito un manifesto di rinascita personale.
L’ora e mezza di show scivola quasi troppo velocemente e in un attimo si passa da vibrazioni più acide e da club dove è impossibile non ballare, a momenti di nudità artistica dove Mille resta da sola di nuovo al centro del parterre, con la sua chitarra, circondata dalla sua gente, cantando come in una qualunque notte d’estate, assieme alla compagnia di una vita.
Non mancano i brani del passato, come, per esempio, 146 o Touchè ma quello che pare raccontare, già dal preludio con ‘Voglio Vederti Danzare’ di Franco Battiato e da ‘Dancing Queen’ degli Abba è altro.
Per Amare cose complesse Mille ci racconta che non serve Un maledettissimo posto migliore, basta tornare a essere come quella Giovane Distratta che non ricorda la Posologia e, incurante dell’Artiglieria Pesante, torna a cercare Gli Amanti alle Due di Notte. Perché certo che la Tour Eiffel è meravigliosa ma anche la vita, in fondo, C’est Fantastique. E Brava Simona.
Ad amplificare le emozioni ci pensa il parco di Villa Bombrini e il clima che le persone che costruiscono ogni edizione del Lilith Festival riescono a creare. La bellezza della costruzione settecentesca è l’elemento meno pregevole della dimensione umana che torna a essere protagonista. Il rapporto tra artista e pubblico diventa intimo, a ‘misura di persona’, in cui non esiste la paranoia del concerto evento ma solo la bellezza di prendere parte a uno spettacolo godibile da ogni punto di vista, che permette di muoversi, di godere delle emozioni del concerto potendo scegliere come e dove farlo.
La scelta di affidare il debutto a una figura come Mille ha già tracciato la rotta: fino all'8 agosto la dimora di Cornigliano ospiterà artiste tra le più importanti della scena internazionale e nazionale come Beth Orton, Sarafine e Anna von Hausswolff. Ma la prima notte ha chiarito una cosa su tutte: il Lilith non è solo un festival, è un salotto a cielo aperto dove le voci d'autrice continuano a far battere forte il cuore della città.




















