/ Attualità

Attualità | 01 agosto 2026, 10:45

Val Bisagno, bus extraurbani sulla rete cittadina: esplode la protesta dei sindacati

Filt Cgil, Fit Cisl e Faisa Cisal dicono no alla sperimentazione di Amt: "Scelta che crea disservizi e tensioni tra personale e utenti. Servizio da ritirare subito"

Val Bisagno, bus extraurbani sulla rete cittadina: esplode la protesta dei sindacati

L'idea di far viaggiare i bus delle linee provinciali sulle direttrici urbane della Val Bisagno doveva servire, nelle intenzioni, ad alleggerire la pressione sul trasporto pubblico cittadino. Per i sindacati di categoria, tuttavia, la misura rischia di trasformarsi nel classico rimedio peggiore del male. Filt Cgil, Fit Cisl e Faisa Cisal hanno espresso una netta contrarietà all'avvio della sperimentazione promossa da Amt, chiedendone l'immediato stop e accusando l'azienda di aver intrapreso una strada unilaterale e priva di reale efficacia.

Secondo le organizzazioni sindacali, l'integrazione dei mezzi extraurbani nei tratti cittadini non porterà alcun valore aggiunto alla mobilità dei quartieri della vallata. Al contrario, il rischio concreto è quello di generare confusione tra i passeggeri, ritardi e disservizi a catena.

A preoccupare i rappresentanti dei lavoratori è soprattutto l'impatto sul personale di guida: "La sperimentazione rischia di creare forti tensioni tra il personale viaggiante e l'utenza, alimentando conflitti che oggi non esistono e scaricando sui lavoratori le conseguenze di scelte organizzative non condivise» denunciano le sigle. Per queste ragioni, i sindacati mettono le mani avanti e individuano fin da ora l'azienda come unica responsabile «dei disservizi che dovessero verificarsi e delle eventuali situazioni di conflittualità che potranno derivarne".

A finire nel mirino delle parti sociali è anche la tempistica scelta per il test. Far partire la sperimentazione nel pieno dell'estate, quando la città si svuota e la domanda di mobilità crolla fisiologicamente rispetto ai ritmi del periodo scolastico e lavorativo, viene considerata un'operazione poco utile ai fini analitici.

Senza i volumi di traffico e di passeggeri tipici dell'autunno o dell'inverno, spiegano i sindacati, risulterà impossibile raccogliere dati davvero significativi per valutare se l'innesto dei bus provinciali funzioni o meno.

La ricetta proposta dai rappresentanti dei lavoratori passa dunque per un passo indietro da parte di Amt. L'obiettivo dichiarato non è il rifiuto della riorganizzazione in sé, ma la necessità di ridisegnare la rete con criteri strutturali e condivisi.

Le tre sigle chiedono l'immediata sospensione del progetto e l'apertura di un tavolo permanente di concertazione che veda seduti attorno allo stesso tavolo le istituzioni, la dirigenza aziendale, i sindacati e i rappresentanti degli utenti, con l'obiettivo di realizzare un piano di trasporto pubblico davvero rispondente alle esigenze quotidiane del territorio.

Redazione

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO AD AGOSTO?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare 2025" su Spreaker.
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium