Ci sono premi letterari che celebrano i libri dall’alto di palcoscenici prestigiosi, affidandone la valutazione a critici, scrittori ed esperti. E poi ci sono iniziative capaci di compiere un passo ulteriore: scendere da quel palcoscenico, attraversare la città e portare i libri dove le persone vivono, lavorano, si incontrano e continuano ad avere curiosità, idee e giudizi da esprimere.
È la direzione scelta da Santa in Giallo 2026, il premio letterario e festival dedicato alla narrativa gialla che entra nella sua fase decisiva con una novità tanto semplice quanto sorprendente: accanto alle giurie tradizionali, chiamate con serietà e professionalità ad assegnare i riconoscimenti principali e i premi in denaro, entrano in scena due giurie espressione diretta della società civile di Santa Margherita Ligure.
Una è composta dai lavoratori dell’ufficio locale di Poste Italiane. L’altra dagli ospiti lettori dei Pii Istituti Riuniti Pellerano Rainusso. Due comunità molto diverse, unite dalla disponibilità a leggere, confrontarsi e assumersi la responsabilità di un giudizio.
È forse questo l’aspetto più bello dell’iniziativa: la cultura non viene semplificata o impoverita per raggiungere un pubblico più ampio. Al contrario, si riconosce che il pubblico possiede già sensibilità, competenze, memoria e capacità critica. Non esistono soltanto i lettori di professione. Esistono persone che leggono dopo una giornata di lavoro, persone che nei libri ritrovano esperienze vissute e persone anziane che hanno attraversato stagioni della storia e della società dalle quali c’è ancora moltissimo da imparare.
Il coinvolgimento degli ospiti del Pellerano Rainusso assume, in particolare, un significato che va ben oltre il premio letterario. Le residenze per anziani rischiano troppo spesso di essere percepite come luoghi separati dalla vita cittadina. Chi vi abita viene talvolta considerato soltanto destinatario di assistenza, dimenticando che continua a essere portatore di pensieri, gusti, passioni, ricordi e opinioni.
Santa in Giallo rovescia questa prospettiva. Agli ospiti della struttura non viene proposto un semplice intrattenimento: viene riconosciuto un ruolo. Sono lettori e giurati, chiamati a scegliere e a motivare una preferenza. Tornano così pienamente al centro della conversazione culturale della città, con tutto ciò che hanno ancora da raccontare e da dire.
Gli ospiti stanno leggendo quattro romanzi: La morte cancella tutto di Alessio Piras (AltreVoci Edizioni), Il mistero della cascata di Giovanni Cocco (Piemme), Il silenzio del sale di Marco Phillip Massai (Santelli) e Il morso del vento di Marco Marinoni (Mursia). Dal loro confronto nascerà un premio autonomo, il cui esito sarà conosciuto nei giorni immediatamente precedenti la cerimonia conclusiva.
Anche i lavoratori di Poste Italiane stanno valutando cinque opere: I giorni della solitudine di Ida Sassi (Leone Editore), Oscure ombre del passato di Max Gamba (PAV Edizioni), Vicoli oscuri di Lorenzo Malvezzi (Fratelli Frilli Editori), Identità negate di Ferdinando Salamino (AltreVoci Edizioni) e In morte di un’amica di Angelo Rollino (1886 Publishing). Dal loro voto emergeranno il primo, il secondo e il terzo classificato, che saranno resi noti soltanto a ridosso dell’appuntamento finale.
Non si tratta di giurie decorative, né di un espediente per aggiungere una nota folcloristica al festival. Il valore dell’esperimento risiede proprio nell’affidare a queste persone una scelta autentica. La lettura diventa partecipazione e il premio letterario smette di essere un circuito chiuso per trasformarsi in un’esperienza condivisa dalla città.
Intanto sono già stati assegnati e possono essere annunciati i premi speciali. Il Premio del Direttore artistico va a Senza lasciare traccia di Umberto Brindani, pubblicato da Piemme. Il Premio della Giuria Tecnica è stato attribuito a Tutti conoscono tutti di Francesca Mautino, edito da Longanesi. Il Premio della Giuria Popolare è andato a Dove si mangia la nebbia di Stefano De Bellis ed Edgardo Fiorillo, pubblicato da Piemme.
Per il Premio speciale Psichiatria e Criminologia sono stati selezionati Lascia stare i morti di Claudio Panzavolta, Comprensorio Rossolago di Chiara Moscardelli e La numero uno di Emilio Martini. L’ordine definitivo del podio sarà proclamato durante la cerimonia conclusiva.
Restano invece ancora da determinare i tre titoli che saliranno sul podio della sezione dedicata ai romanzi editi e i tre della sezione riservata agli inediti. Il verdetto finale arriverà il 27 settembre 2026, a Santa Margherita Ligure.
In attesa dei risultati, Santa in Giallo ha però già ottenuto un successo importante: dimostrare che la cultura può conservare rigore e autorevolezza senza rinchiudersi nella formalità. Le giurie professionali e quelle civiche non si contrappongono, ma si completano. Da una parte la competenza tecnica; dall’altra lo sguardo di chi incontra i libri nella vita quotidiana.
È un modo intelligente e persino emozionante di restituire alla lettura la sua natura più autentica. Un libro non vive soltanto nelle classifiche, nelle recensioni o nelle cerimonie ufficiali. Vive davvero quando passa di mano in mano, suscita discussioni e permette a ciascuno, indipendentemente dall’età o dalla professione, di affermare: “Questa storia mi ha parlato”.
A Santa Margherita Ligure il giallo diventa così qualcosa di più di un genere letterario: diventa un’occasione per includere, ascoltare e riconoscere il valore delle persone. Ed è difficile non guardare con soddisfazione e ottimismo a un premio capace di ricordarci che la cultura è più forte proprio quando nessuno viene lasciato fuori.














