Sono quasi 31,5 i miliardi di euro depositati nei conti correnti dei liguri nel 2026, in crescita del 14,5% rispetto agli oltre 27,5 miliardi del 2016. I risparmi dei liguri in banca valgono più di una legge di bilancio statale in Italia e potrebbero costruire ventuno nuove dighe del porto di Genova, una montagna di liquidità distribuita però in modo molto disomogeneo e sempre più costosa da mantenere visto che nell'arco di dieci anni la spesa media di gestione dei conti è aumentata del 23%. È il quadro dipinto da uno studio dell'Associazione difesa utenti servizi bancari (Adusbef) sulla base dei dati della Banca d'Italia.
Nonostante l'esigua popolazione la Liguria è al decimo posto nella classifica delle regioni per ricchezza 'ferma' sui conti correnti, dietro a Lombardia, Lazio, Veneto, Emilia Romagna, Campania, Piemonte, Toscana, Puglia e Sicilia, davanti a Trentino-Alto Adige, Marche, Friuli Venezia Giulia, Calabria, Abruzzo, Sardegna, Umbria, Basilicata, Molise e Valle d'Aosta.
Nei conti correnti dei liguri sono depositati in media 20.856 euro per abitante considerando anche i neonati, 22.273 a Genova per un totale di oltre 18 miliardi e 279 milioni, 20.794 a Savona per un totale di oltre 5 miliardi e 550 milioni, 19.458 alla Spezia per un totale di oltre 4 miliardi e 174 milioni, e 17.294 euro a Imperia per un totale di oltre 3 miliardi e 629 milioni.
Secondo l'analisi dell'Adusbef in Italia il costo medio di gestione di un conto corrente è salito del 23% in dieci anni, e nello stesso periodo è cresciuto il valore dei depositi in banca delle famiglie, che nel 2026 sfiora quota 1.163 miliardi di euro, seppur con enormi differenze sul territorio. In base agli ultimi dati della Banca d'Italia il costo di gestione di un conto corrente è salito da una media di 82,2 euro nel 2016 a 101,1 euro nel 2026.














