Anche il Comitato Liberi Cittadini di Certosa interviene sull’ipotesi di nuovi tagli alle corse di AMT.
"Ancora una volta ci troviamo davanti all’ennesima “grande idea” dei vertici di AMT: tagliare le corse del trasporto pubblico. Tagli che colpirebbero la Valpolcevera, i comuni limitrofi, le zone collinari e perfino diversi quartieri della città - scrivono i rappresentanti in una nota - Tradotto: disagi enormi per migliaia di cittadini, proprio quelli che ogni giorno devono fare i conti con strade difficili, collegamenti insufficienti e servizi già ridotti all’osso".
Nel mirino finisce anche l’amministrazione comunale. "È paradossale: mentre si riempiono la bocca con parole come “mobilità sostenibile”, “quartieri più vivibili”, “città più moderna”, la realtà è che si pensa di ridurre le corse dove il trasporto pubblico è già fragile, dove ogni autobus tolto significa isolare intere comunità La Valpolcevera, che da anni subisce cantieri, traffico pesante, deviazioni e disservizi, ora dovrebbe anche accettare che vengano tagliate le poche linee che garantiscono un minimo di collegamento con il resto della città - proseguono citando "la soppressione della linea 8 e la riduzione della linea 7 a via Avio".
La protesta riguarda anche le zone collinari: "Già penalizzate da percorsi stretti e difficili, rischiano di vedere sparire le corse essenziali, quelle che permettono a studenti, lavoratori e anziani di muoversi senza dover dipendere dall’auto; a meno che non le si voglia far raggiungere con le biciclette elettriche. E dentro la città stessa, dove la mobilità dovrebbe essere potenziata, si pensa invece di ridurla". Da qui le domande rivolte a chi sta valutando i provvedimenti: "Chi ha deciso questi tagli, ha mai percorso davvero queste strade? Ha mai aspettato un autobus che transita ogni 40 minuti? Ha mai provato a raggiungere un ospedale, una scuola, un ufficio pubblico senza un mezzo affidabile? Qui non si parla di numeri su un foglio: si parla di vita quotidiana, di persone che rischiano di rimanere isolate, di quartieri trattati come periferie di serie B".
"Non accetteremo che il trasporto pubblico venga smantellato pezzo dopo pezzo. Non accetteremo che gli abitanti delle zone collinari ed i cittadini tutti vengano lasciati indietro. Non accetteremo che i cittadini della Valpolcevera e delle zone collinari vengano lasciati indietro. Non accetteremo che si continui a decidere dall’alto, senza ascoltare chi queste strade le vive ogni giorno". Il Comitato chiede quindi "soprattutto che l’Amministrazione Comunale ripensi ad ogni ipotesi di taglio" insieme a "trasparenza, motivazioni, e numeri reali" e all’apertura di "un confronto serio con i territori. Perché la mobilità non è un optional: è un diritto. E questo diritto noi lo difenderemo con forza" concludono.














