Crescono nel Medio Ponente le preoccupazioni per le ipotesi di ridimensionamento del servizio Amt, che rischiano, a partire dal 14 settembre con il subentro dell'orario invernale, di incidere in modo diretto sui collegamenti di Sestri Ponente e Cornigliano. Tra le modifiche allo studio, proposte dall’azienda durante un incontro svoltosi ieri con i sindacati (e non dall’amministrazione comunale), ci sarebbero la limitazione della linea 1 a Principe, in via Fanti d’Italia, anziché all’attuale capolinea di Caricamento, la possibile soppressione della linea 3, che collega Sestri Ponente con Principe passando per Cornigliano, e quella della linea 6 tra Cornigliano ed Erzelli. Dopo l’intervento del presidente del Municipio VI Fabio Ceraudo, che ha chiesto di evitare ulteriori penalizzazioni per il territorio, arriva ora anche la presa di posizione del Civ di Sestri Ponente.
“Il decurtamento delle corse del trasporto pubblico da e verso il Ponente rischia di rappresentare un ulteriore elemento di penalizzazione per cittadini e attività commerciali del territorio”, sottolinea a La Voce di Genova Monia Modarelli.
Secondo la presidente del Civ, le difficoltà sono già evidenti nella situazione attuale, soprattutto in alcune fasce della giornata. “Il servizio risulta già insufficiente: in determinati orari raggiungere il Ponente o spostarsi verso il centro diventa estremamente difficoltoso. A questo si aggiunge la scarsa frequenza ferroviaria, con treni che in alcune fasce arrivano ad avere anche un’ora di intervallo”.
Il nodo, per Modarelli, è quello di un sistema della mobilità che rischia di lasciare i cittadini senza una reale alternativa. “Incentivare l’utilizzo del trasporto pubblico senza garantire un servizio adeguato rischia di trasformarsi in un vero e proprio paradosso. Soprattutto in una realtà come Sestri Ponente, dove la disponibilità di parcheggi è già fortemente insufficiente, il cittadino si trova davanti a un’alternativa che non funziona: da una parte un trasporto pubblico che non consente di muoversi con la necessaria libertà, dall’altra l’auto privata, che diventa indispensabile ma non trova adeguati spazi di sosta”.
Un problema che, secondo il Civ, finirebbe inevitabilmente per ripercuotersi anche sull’economia locale. “A pagarne le conseguenze saranno anche le attività commerciali, già oggi in una situazione di forte sofferenza. Rendere più difficile raggiungere il Ponente significa renderlo meno accessibile e quindi meno attrattivo per cittadini, consumatori e visitatori”.
Da qui la richiesta di mantenere coerenti le politiche sulla mobilità con quelle rivolte al sostegno del commercio di prossimità e alla valorizzazione dei quartieri. “Se l’obiettivo è realmente sostenere il piccolo commercio locale e valorizzare i nostri quartieri, le politiche sulla mobilità devono andare nella stessa direzione. Ridurre ulteriormente i collegamenti, senza prima aver garantito alternative efficienti e adeguate, rischia invece di produrre l’effetto opposto: penalizzare ancora una volta il Ponente e le sue attività”, conclude Modarelli.














