La CUB Trasporti di Genova ha proclamato una seconda azione di sciopero aziendale della durata di 8 ore per venerdì 4 settembre 2026, dopo la prima astensione dal lavoro organizzata lo scorso 20 luglio. La protesta interesserà il personale di AMT impegnato nei servizi di trasporto urbano, provinciale e nella Ferrovia Genova-Casella, con fasce orarie differenti a seconda del settore.
Per il trasporto urbano di Genova, il personale operante su turni, compreso quello viaggiante, potrà aderire allo sciopero dalle 9.30 alle 17. Il personale su turno intermedio, comprese biglietterie e servizio clienti, si asterrà invece per l'intera durata del turno.
Nel trasporto provinciale, lo sciopero per il personale operante su turni, incluso quello viaggiante, è previsto dalle 9 alle 17. Il personale su turno intermedio si asterrà per l'intera durata del turno, mentre gli addetti alle biglietterie potranno aderire dalle 9 alle 16.30.
Per la Ferrovia Genova-Casella, con bus sostitutivo, l'astensione è prevista dalle 9.30 alle 17.30 per il personale operante su turni, compreso quello viaggiante. Anche in questo caso il personale su turno intermedio si asterrà per l'intera durata del turno.
Saranno comunque garantiti alcuni servizi. In ambito urbano sarà assicurato il trasporto per le persone con disabilità, mentre in ambito provinciale saranno garantiti i servizi convenzionati dedicati alle persone con disabilità e agli anziani.
Le motivazioni della protesta
Alla base della nuova mobilitazione, la CUB Trasporti indica quella che definisce la grave situazione del trasporto pubblico locale genovese, sia urbano sia extraurbano. Il sindacato punta innanzitutto il dito contro la scarsa manutenzione dei mezzi, con particolare riferimento a quelli utilizzati sulle linee provinciali, e contro la mancata riorganizzazione del settore manutentivo.
Secondo la sigla sindacale, queste criticità avrebbero ripercussioni dirette sulla qualità del servizio, contribuendo alla riduzione delle corse e al peggioramento del trasporto pubblico. Una situazione che, sempre secondo CUB Trasporti, alimenterebbe anche le tensioni tra il personale viaggiante e gli utenti, fino a episodi di aggressione ai danni degli autisti.
Un altro punto centrale della protesta riguarda la carenza cronica di personale, che avrebbe come conseguenza un ulteriore peggioramento delle condizioni e dell'organizzazione dei turni di lavoro.
Nel mirino della CUB finisce inoltre il cosiddetto “Piano di risanamento” di AMT, che il sindacato considera alla base di un processo di “privatizzazione strisciante” dell'azienda. La contestazione riguarda anche gli aumenti già previsti per biglietti e abbonamenti, che, secondo la sigla, arriverebbero a fronte di una riduzione del servizio.
La CUB Trasporti solleva infine dubbi sulla trasparenza dei conti dell'azienda, evidenziando la mancanza, a suo giudizio, della necessaria chiarezza sul bilancio ancora relativo al 2024.
Dopo il primo sciopero del 20 luglio 2026, la nuova astensione del 4 settembre rappresenta quindi una seconda iniziativa di protesta, con la quale il sindacato torna a chiedere interventi sulle condizioni del servizio, sull'organizzazione del lavoro e sulle prospettive future di AMT.
AMT precisa di non disporre di elementi sufficienti per valutare in anticipo l'entità dei possibili disservizi, dal momento che negli ultimi cinque anni non risultano scioperi di otto ore proclamati dalla sola CUB Trasporti.














