Una settimana di dibattito arbitrale da dimenticare, su un campo con cui il Grifone fatica a “simpatizzare”. Sarà l'Olimpico biancoceleste, teatro appena qualche mese fa di una sconfitta per i rossoblù maturata tra le proteste per quel discusso calcio di rigore a tempo scaduto, a presentarsi ora come prima trasferta stagionale per il Genoa (ore 20:45, arbitro Feliciani di Teramo), contro la Lazio.
Una coincidenza particolare, in una settimana in cui mister De Rossi ha chiesto ai suoi una risposta di campo: dimostrare, contro un avversario mai facile, che il suo Genoa versione '26/'27 può reggere il confronto alla pari anche con formazioni attrezzate come quella di Gattuso. I numeri, va detto, remano contro. L'ultimo sigillo in casa biancoceleste il Grifone lo ha messo tre anni or sono con la firma di Mateo Retegui; era il 27 agosto 2023: da allora la Lazio ha vinto otto delle ultime nove sfide di campionato contro il Vecchio Balordo, comprese tutte le cinque più recenti. Una serie che i rossoblù vorrebbero spezzare proprio nel giorno in cui l'avversario arriva con la spinta del successo esterno sul campo del Bologna.
La cornice in cui si giocherà avrà però ben poco della classica atmosfera da grande palcoscenico. L'impianto capitolino si annuncia quasi deserto con poco più di tremila tifosi paganti attesi sugli spalti, con i sostenitori biancocelesti in aperta protesta contro la proprietà e i tifosi rossoblù non residenti nel Lazio costretti a restare a casa per il divieto di trasferta, settore ospiti chiuso compreso.
Sul piano tattico, invece, in casa Genoa arrivano un paio di buone notizie dall'elenco dei convocati diramato in mattinata: recuperato l'attaccante austriaco Havel, in lista compare per la prima volta l'ultimo arrivato Osmajic, allenatosi coi compagni non a pienissimo regime in una settimana spezzettata dai viaggi in Inghilterra per completare le pratiche burocratiche del trasferimento. Rientra tra i convocati anche Traoré, aggregato al gruppo più per respirare il clima partita che per reali chance di impiego.
Non dovrebbero quindi esserci grandi dubbi per il tecnico genoano, almeno rispetto a quanto visto nella gara di Coppa Italia e contro il Napoli. Davanti a Bijlow agirà il solito trio difensivo con Norton-Cuffy ed Ellertsson favoriti per occupare le corsie esterne. In mezzo per affiancare Frendrup la tentazione è quella di lanciare dal 1' Sow, in ballottaggio con Amorim che, contro i partenopei, ha dato segnali incoraggianti. E se Baldanzi confermerà il suo ruolo di cerniera tra centrocampo e attacco, davanti il tandem dovrebbe essere ancora quello formato da Vitinha e Colombo, nel consueto 3-5-2 rossoblù.
Anche Gattuso arriva alla sfida con le idee chiare, pur con qualche cambio forzato rispetto all'ultima uscita: gli ultimi arrivi Pinamonti e Sutalo partiranno dalla panchina, mentre in difesa l'infortunio muscolare di Marusic apre le porte dal primo minuto a Floriani Mussolini, inserito nel quartetto con Doekhi e Provstgaard al centro e Pedraza a sinistra. A centrocampo, l'assenza di Dele-Bashiru per lesione muscolare regala la prima maglia da titolare stagionale a Frattesi, già decisivo nell'ultima uscita, insieme a Rovella e Taylor. Davanti, confermati Zaccagni e Dia, potrebbe essere Isaksen l'uomo chiamato a completare il tridente sulla destra.
PROBABILI FORMAZIONI
Lazio (4-3-3): Mandas; Floriani Mussolini, Doekhi, Provstgaard, Pedraza; Frattesi, Rovella, Taylor; Isaksen, Dia, Zaccagni.
Allenatore: G. Gattuso
Genoa (3-5-2): Bjilow; Marcandalli, Østigård, Vasquez; Norton-Cuffy, Baldanzi, Frendrup, Sow, Ellertsson; Colombo, Vitinha.
Allenatore: D. De Rossi













