“Anche quest’anno partiamo in salita”. Il tema è nazionale “e non sarebbe giusto gettare la croce addosso all’Ufficio scolastico regionale, ma i fatti sono fatti: tra pochi giorni inizia la scuola e mancano gli insegnanti di sostegno, manca il personale non docente, mancano docenti delle materie Stem”.
L’allarme è lanciato da Mario Lugaro, segretario generale per la Liguria della Flc Cgil, ed è ormai una sorta di disco rotto, “perché ogni anno finiamo per dire le stesse cose e davvero non ci capacitiamo di come si sia sempre a rincorrere le emergenze, invece di gestirle in anticipo”. In particolare, secondo il sindacalista, “è ormai chiaro a tutti come ci siano sempre più studenti con fragilità che sono certificate. In Liguria superiamo ormai quota diecimila, considerando tutta la popolazione scolastica. Gli insegnanti di sostegno sono duemila e seicento, un numero assolutamente insufficiente”.
Per questo, ogni anno, la Liguria attraverso la propria Direzione Scolastica chiede delle assunzioni in deroga: nel 2026 sono duemila e cinquecento e, come fanno sapere dall’Usr Liguria, i posti stanno andando a completarsi. Rimane ancora qualche difficoltà nella primaria, per il resto le caselle stanno andando a posto.
Ma anche raddoppiando rispetto ai duemila e seicento di partenza e arrivando intorno alle cinquemila unità, secondo Lugaro, “rimaniamo ampiamente sotto la soglia minima”. Impossibile, secondo l’Ufficio scolastico regionale, raggiungere un rapporto di uno a uno: ovvero un insegnante di sostegno per ogni studente con fragilità certificate. Non sarebbe neanche giusto né dignitoso nei confronti di queste persone e, oltre a tutto, servirebbero il doppio dei banchi e il doppio delle aule per questioni meramente organizzative.
“Non chiediamo il rapporto di uno a uno - commenta Lugaro - ma chiediamo semplicemente di poter lavorare in condizioni migliori”. E dire che, rispetto agli anni passati, la situazione pare pure migliore. È il parere di Monica Capra di Cisl Scuola Liguria: “Almeno le cattedre di ruolo, se si eccettua la scuola primaria, sono state coperte”.
Ma non è solo il tema dei docenti di sostegno ad agitare le rappresentanze sindacali e, in generale, il mondo della scuola: “C’è una grave carenza - prosegue Lugaro - anche di collaboratori scolastici e di personale non docente. È inutile parlare di potenziamento, di offerta formativa allargata e di moltissimi altri progetti, se poi mancano le persone che materialmente possono tenere aperte le scuole. Così come rischia di rivelarsi inutile tutto l’enorme investimento, anche grazie a fondi del Pnrr, che è stato fatto su laboratori e aule informatiche, se poi mancano i docenti dedicati a queste attività. Si è pensato a come riempire le aule a livello di tecnologia, ma non alle risorse umane. È tutto in emergenza”.
Compresa, secondo l’esponente della Flc Cgil, “la mancanza di docenti nelle materie Stem, un altro problema cronico della scuola in questi ultimi anni. Il fatto è che i laureati in materie scientifiche si orientano tendenzialmente verso altre professioni, e non in quella dell’insegnamento. La scuola è diventata meno appetibile rispetto al passato, anche a causa di questi problemi che sono diventati costanti”.
Insomma, “partiamo anche questa volta in salita e ci stupiremmo se, stando così le cose, andasse tutto per il verso giusto. Purtroppo sappiamo che non sarà così e che ci vorranno mesi per sistemare le cose al meglio possibile”.














