Amianto nel terreno del cantiere del nuovo parcheggio pubblico di Pontedecimo, con cinque campioni su sei che hanno evidenziato concentrazioni superiori alle soglie previste dalla normativa. È quanto emerso durante i lavori nell’area dell’ex falegnameria di via Fonderie Grondona, dove il Comune ha ora approvato una variante al progetto che comporta un incremento contrattuale di quasi 80mila euro, oltre Iva, e un allungamento dei tempi di altri 60 giorni.
La scoperta è avvenuta durante le attività di caratterizzazione delle terre da scavare. Dopo un primo riscontro della presenza di amianto sono stati disposti ulteriori campionamenti: il 9 gennaio scorso sono stati effettuati sei scassi, profondi circa un metro, e le successive analisi hanno evidenziato in cinque campioni concentrazioni di amianto superiori alle Concentrazioni soglia di contaminazione previste per le aree a destinazione commerciale e industriale. In via precauzionale il sito è stato quindi coperto con teli per isolare i terreni superficiali potenzialmente contaminati.
La situazione ha fatto scattare la procedura ambientale prevista dalla normativa. Città Metropolitana e Arpal hanno espresso valutazioni favorevoli con prescrizioni e, a luglio, il Comune ha approvato il documento relativo alla procedura semplificata. Tra le misure previste ci sono la completa pavimentazione dell’area e l’isolamento dei terreni sottostanti, la realizzazione delle aiuole con uno spessore adeguato di terreno vegetale, la corretta gestione dei materiali di risulta e l’applicazione delle specifiche disposizioni di sicurezza per le lavorazioni in presenza di amianto.
A complicare il cantiere non è stata soltanto la contaminazione. Nel corso dei lavori è infatti emersa anche la presenza, nelle immediate vicinanze dell’area interessata, di un manufatto che secondo gli atti non era rilevabile in fase di progettazione, oltre a una quota del terreno superiore rispetto a quella assunta nel progetto esecutivo. Circostanze che hanno reso necessario rivedere le quote altimetriche, le recinzioni, i muri perimetrali in cemento armato, le aiuole e la pavimentazione, modificando anche le quantità di terreno da scavare e smaltire.
La variante ha un peso importante anche dal punto di vista economico. Il Comune ha quantificato 72.824,31 euro di maggiori lavori e 12.954,97 euro di ulteriori oneri per la sicurezza, a fronte della riduzione di 6mila euro dei lavori in economia. L’incremento complessivo del contratto è quindi pari a 79.779,28 euro oltre Iva.
L’appalto, aggiudicato alla società I.CO.STRA Srl con un ribasso del 19,247%, era partito da un importo contrattuale di 286.627,16 euro oltre Iva. Con la variante sale ora a 366.406,44 euro, di cui 339.551,47 per i lavori e 26.854,97 per gli oneri della sicurezza.
Non aumenta invece il costo complessivo dell’intervento, che resta fissato a 473.741 euro: le maggiori spese vengono assorbite attraverso la voce imprevisti e le economie ottenute dal ribasso di gara. Le risorse provengono dai trasferimenti di Rfi, nell’ambito della convenzione collegata agli interventi connessi al Terzo Valico.
Cambiano, infine, anche i tempi. Il cronoprogramma viene aggiornato con 60 giorni naturali consecutivi in più dalla data di ripresa dei lavori. La soluzione progettuale scelta punta a ridurre gli ulteriori scavi e lo smaltimento dei terreni e, soprattutto, a garantire il confinamento superficiale delle porzioni potenzialmente contenenti amianto, mantenendo comunque invariata la destinazione finale dell’area a parcheggio pubblico.














