Una vita tranquilla, quella che spesso si definisce "normale", come per tante famiglie della provincia savonese. Un lavoro per entrambi i genitori, il figlio cresciuto nel contesto locale. Tutto coi suoi naturali e quasi fisiologici pro e contro, come è per tanti, tantissimi finalesi. Ed è per questo che Finale Ligure stamattina si è svegliata con un peso difficile da assorbire e comprendere, quello che ha scosso l'intera comunità consumatosi nella notte tra mercoledì e giovedì, in via dei Forti di Legnino.
La città fatica ancora a trovare le parole per il dramma vissuto dalla famiglia Baruzzo-Siri, fino a due giorni fa semplicemente una delle tante famiglie finalesi: un buon lavoro per entrambi (lei architetto con lo studio proprio presso l'abitazione, lui ingegnere alla Bitron di Savona), il figlio ormai quasi quindicenne frequentante il Liceo Issel, dove nei giorni scorsi aveva appena sostenuto e superato gli esami di riparazione, che nel weekend scendeva in campo con la maglia delle giovanili del Finale Calcio. Una casa in un quartiere residenziale e in una zona tra le più ambite del finalese, affacciata sul mare e solitamente immersa in una tranquillità, in un silenzio di quiete che da alcune ore si è trasformato in qualcosa di innaturale, di surreale.
Difficile da metabolizzare questa tragedia per chi in queste ore cammina per le vie del centro storico o si ferma a parlare davanti ai negozi. Chi conosceva la famiglia la descrive come composta da persone perbene, che proprio in questi giorni sarebbe dovuta andare in vacanza in crociera, per tutti l'accaduto è inspiegabile. Anche per i colleghi di Daniele Baruzzo, che lo ricordano come una persona riservata e precisa. Quella stessa precisione con la quale avrebbe, nel silenzio, architettato quella notte, colpendo moglie e figlio pare nel sonno e lasciando in casa, prima di togliersi la vita a sua volta, una decina di biglietti dove motivava il suo gesto, citando tra queste le preoccupazioni per alcune frequentazioni del figlio.
Sul corpo del giovane verrà eseguita l'autopsia, mentre la sua scomparsa ha lasciato senza parole gli amici e anche la società di calcio in cui era cresciuto come atleta, che ha annunciato la sospensione di tutte le attività del settore giovanile, allenamenti e partite comprese, fino a domenica. Il segno di una comunità colpita profondamente dalla tragedia, come quello dato dal Comune che ha preso la stessa scelta per le manifestazioni da esso organizzate, annunciando il lutto cittadino per il giorno dei funerali, che al momento non è ancora stato stabilito.
Una data ancora non c'è: si attende il nulla osta della Procura, dopo il sopralluogo compiuto dal pm di turno Maddalena Sala. Un'attesa che allunga i tempi dell'elaborazione collettiva del lutto, lasciando la città sospesa tra il bisogno di raccogliersi e l'impossibilità, per ora, di farlo attorno a un momento pubblico.























