Stucco e pittura fanno bella figura, come dice un vecchio proverbio genovese, ma non sempre tutto questo risulta efficace. Soprattutto, risolve magari i problemi di facciata, ma non certo quelli strutturali.
È quanto accaduto negli anni scorsi al cosiddetto ‘Ponte Blu’ di via Martiri del Turchino, nel quartiere di Ca’ Nuova, sulle alture tra Pra’ e Palmaro: l’impalcato è stato riverniciato, sono state tolte le tracce di ruggine, è stata data una pulita generale ma non si è agito sugli aspetti più importanti, e anche più costosi, ovvero la struttura in sé.
A denunciare la situazione, anche all’indomani della Commissione comunale sullo stato dei ponti e degli impalcati in tutta la città di Genova, che ha visto la dettagliata relazione alla Sala Rossa da parte dell’assessore comunale ai Lavori Pubblici, Massimo Ferrante, è il consigliere comunale e capogruppo della Lista Salis a Palazzo Tursi, Filippo Bruzzone.
Lo ‘stucco e pittura’ voluto dalla precedente amministrazione non ha mai convinto, tant’è vero che il ‘Ponte Blu’ rientra nella lista dei ponti da monitorare, secondo la Civica amministrazione: “Sembrava che quell’intervento avvenuto durante il secondo mandato del sindaco Marco Bucci - ricorda Filippo Bruzzone - fosse storico per tutto il quartiere. Ricordo l’inaugurazione in pompa magna con tutto il centrodestra schierato. Poi, dopo pochi mesi, venne fuori che il ‘Ponte Blu’ aveva ancora tutte le criticità di prima, e infatti le linee collinari di Amt da mesi non passano più lì sopra perché superano il tonnellaggio massimo e anche la carreggiata del ponte è stata notevolmente ridotta”.
Bruzzone osserva: “Meno male che sono state fatte le ispezioni dall’attuale amministrazione, perché è stato ampiamente e scientificamente dimostrato che il ‘Ponte Blu’ ha bisogno di manutenzione vera e non solamente di un po’ di pittura. Questa è la differenza di passo tra un’amministrazione che ha saputo far solo propaganda e una che cerca con serietà di risolvere i problemi, tenendo i piedi per terra”.
Adesso per il ‘Ponte Blu’ servono ulteriori approfondimenti e poi occorreranno “le risorse per fare i lavori veri e propri. Solamente allora si potranno togliere le limitazioni per gli autobus e per i mezzi più pesanti”.
Ma a Ca’ Nuova, un quartiere quasi interamente costruito sulla collina, e quindi con dislivelli di ogni tipo, c’è anche un altro ponte di cui parlare: “È quello di via De Sanctis, per il quale - ricorda Bruzzone - mi ero mosso già nel 2017, quando ero consigliere municipale al VII Ponente. I controlli furono fatti in quegli anni, dopo di che più nulla e adesso viene fuori che pure questa struttura è inserita in quelle a rischio e che necessitano di ulteriori controlli. Ringrazio l’assessore Ferrante per il lavoro svolto e per quello che si svolgerà, perché i test saranno fatti, pur se a dieci anni di distanza. Anche su questo fronte si vede l’approccio completamente differente nell’amministrare la cosa pubblica”.
Già ad aprile 2024, afferma Bruzzone, “chiesi personalmente una Commissione comunale su ponti e impalcati”, e ora quell’incontro c’è stato, con tutta la relazione complessiva da parte del Comune di Genova.
In città ci sono 679 tra ponti, impalcati e viadotti (e 2948 campate) che hanno bisogno di cure. Un numero enorme, 50 in più dei rilievi del 2024, se si tiene conto che Roma ne ha circa 400. Ebbene, in base al report del Comune, il 38,96% delle strutture è stato classificato in classe di attenzione alta (25,76%, 162 il numero) e medio-alta (13,20%, 83). Un dato che preoccupa perché significa che potrebbero essere necessari interventi su 245 strutture se dopo le ispezioni i monitoraggi confermeranno i risultati. L’emergenza riguarda tutta Genova, da ponente a levante, ma l’urgenza ha un nome: corso Europa, tutta, da San Martino a via Donato Somma a Nervi. Il tempo stringe. Secondo il Comune, se la Regione non sbloccherà i 40 milioni residui dall’accordo per i ristori legati al crollo del ponte Morandi, il rischio è lo stop ai mezzi pesanti sopra le 3,5 tonnellate con un’ordinanza e una rimodulazione del servizio bus, che dovranno tenere una determinata distanza l’uno dall’altro per non caricare troppo la struttura.














