La Procura di Genova ha iscritto nel registro degli indagati Stefano Scapellato, il pilota genovese di 30 anni che domenica era alla guida della Skoda Fabia uscita di strada durante il Rally della Val d'Aveto. Nell'incidente ha perso la vita il copilota sanremese Stefano Sappracone, 43 anni, conosciuto da tutti con il soprannome di "Fina". Il pilota, assistito dall'avvocato Fabio Scudellari, ha ricevuto un avviso di garanzia nell'ambito degli accertamenti avviati dalla magistratura.
Quello disposto dalla Procura è, come viene spiegato dagli inquirenti, un atto dovuto e a garanzia dell'indagato. L'iscrizione nel registro non rappresenta quindi, di per sé, un'attribuzione di responsabilità per la morte del copilota. La procedura permette infatti al pilota e alla sua difesa di partecipare agli accertamenti irripetibili, tutelando così il diritto di difesa. "Si tratta di un atto dovuto, a garanzia dell'indagato", è quanto viene spiegato dagli investigatori. L'eventuale presenza di una responsabilità penale dovrà essere valutata soltanto al termine degli accertamenti e sulla base degli elementi che saranno raccolti nel corso dell'inchiesta.
L'indagine è stata aperta con l'ipotesi di omicidio colposo, mentre non viene contestato l'omicidio stradale. La distinzione è legata alle caratteristiche della competizione automobilistica e al fatto che il Rally si svolge secondo modalità e regolamenti specifici, su tratti di strada appositamente interessati dalla gara e sottoposti alle necessarie limitazioni. Gli investigatori dovranno quindi ricostruire nel dettaglio quanto avvenuto nel momento dell'uscita di strada, verificando le condizioni del mezzo, il tracciato e le modalità di svolgimento della prova, oltre all'eventuale rispetto delle disposizioni previste dal regolamento sportivo.
Al centro dell'inchiesta c'è anche il principio del "rischio consentito", connaturato alle competizioni motoristiche. La partecipazione a un rally comporta infatti l'accettazione di una componente di rischio che non può essere eliminata, ma questo non significa che ogni condotta tenuta durante una gara sia automaticamente esente da valutazioni sotto il profilo penale. Gli accertamenti dovranno stabilire se vi siano state eventuali violazioni delle regole della competizione o comportamenti caratterizzati da un livello di imprudenza tale da andare oltre i rischi normalmente collegati all'attività sportiva. Saranno quindi gli elementi tecnici e medico-legali a delineare il quadro dell'incidente.

Nel frattempo, nel Ponente ligure, resta il dolore per la scomparsa di Stefano Sappracone, molto conosciuto anche nell'ambiente delle corse automobilistiche. La famiglia ha annunciato che i funerali si terranno sabato 12 settembre alle 15.30 nella Basilica della Madonna Miracolosa di Taggia. "Fina" sarà presente presso l'Oratorio dei Bianchi nel tardo pomeriggio di venerdì 11 settembre, per consentire ad amici, conoscenti e a quanti vorranno portargli un ultimo saluto di raccogliersi accanto alla famiglia. Dopo la funzione religiosa, il corteo proseguirà verso il Tempio Crematorio di Sanremo.
La famiglia, composta dalla mamma Loredana con Bruno, dal papà Silvano con Patrizia, dal fratello Christian con Emilia, dal nonno Vittorio, dagli zii, dai cugini, dai parenti e dagli amici, ha chiesto di trasformare il dolore in un gesto di solidarietà. Non fiori, ma eventuali donazioni alla Croce Azzurra Misericordia di Vallecrosia, secondo le indicazioni riportate nell'annuncio funebre. Un ultimo saluto che si preannuncia particolarmente partecipato, dopo una tragedia che ha colpito profondamente il mondo dei rally e l'intera comunità del Ponente.
Intanto, sul fronte giudiziario, l'inchiesta della Procura di Genova proseguirà nelle prossime settimane. L'autopsia rappresenterà uno dei primi passaggi degli accertamenti medico-legali, mentre potranno essere analizzati anche gli elementi relativi alla vettura e al luogo dell'incidente. L'obiettivo degli investigatori sarà ricostruire con la massima precisione la sequenza dei fatti e comprendere le cause dell'uscita di strada. Solo al termine degli accertamenti sarà possibile stabilire se emergano o meno profili di responsabilità penale a carico del pilota.














