La definizione dell’origine doganale basata sull’“ultima trasformazione sostanziale” permette che prodotti realizzati con materie prime estere vengano percepiti come italiani. Un meccanismo che, secondo il Consiglio comunale di Recco, danneggia le filiere agroalimentari nazionali e disorienta i consumatori. In difesa del made in Italy, il Consiglio comunale ha, quindi, approvato la richiesta di revisione della disciplina sull’origine doganale dei prodotti agricoli e alimentari, impegnando il sindaco Gandolfo ad attivarsi presso Anci Liguria e Regione affinché l’Unione europea modifichi l’attuale normativa.
La delibera evidenzia come la normativa europea - in particolare l’articolo 60 del Codice doganale dell’Unione - ingenera confusione in quanto non garantisce ai consumatori informazioni trasparenti sull’origine reale dei prodotti agroalimentari. Per questo il Consiglio comunale ha chiesto che, per i prodotti agricoli e alimentari, venga adottato il criterio del luogo di provenienza degli ingredienti sull’etichettatura alimentare.
"È necessario che la UE metta mano alla legislazione - spiegano il sindaco Carlo Gandolfo e l’assessore alle attività produttive Giuseppe Rotunno - e confidiamo, anche per il tramite di Anci Liguria, di sensibilizzare i parlamentari europei. Il criterio dell’ultima trasformazione non è più adeguato per il settore agroalimentare in quanto permette che prodotti realizzati con materie prime estere vengano percepiti come italiani, con un danno per i produttori e per i consumatori". E aggiunge il consigliere delegato all'agricoltura Gianni Paratore: "Ribadiamo il sostegno al comparto agricolo, alle produzioni di qualità e al valore autentico del made in Italy. Tutelare l’origine significa anche difendere lavoro, identità e futuro del territorio".
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