"A me quel lavoro mi ha portato più di un milione di euro, più tutti i soldi che ho fatto guadagnare agli altri, ai miei amici".
È una delle frasi pronunciate da Ilija Kosanke, il 54enne genovese conosciuto sul web come William Solo, durante una conversazione intercettata dagli investigatori della Polizia stradale. Kosanke, diventato famoso per il tormentone "Può accompagnare solo", è al centro dell'inchiesta della Procura di Genova sui presunti falsi incidenti organizzati per ottenere risarcimenti dalle compagnie assicurative. Nei suoi confronti è stata chiesta la custodia cautelare in carcere per associazione per delinquere finalizzata alle frodi assicurative.
La conversazione, riportata dagli atti dell'inchiesta, è stata registrata mentre Kosanke si trovava in auto con un amico, diretto fuori Genova per acquistare una nuova Harley. In un altro passaggio avrebbe quantificato i propri guadagni parlando di "fino a 120 all'anno, puliti, 10 mila al mese". E avrebbe raccontato di avere aiutato economicamente anche alcune persone vicine a lui.
Secondo quanto emerge dalle carte, chi si trovava in difficoltà avrebbe potuto ricevere circa 500 euro prendendo parte alla messinscena di un incidente. L'ipotesi investigativa è che il sistema fosse operativo almeno dal 2020 e che prevedesse la costruzione di falsi sinistri destinati a ottenere risarcimenti dalle assicurazioni.
Nella stessa conversazione Kosanke avrebbe inoltre spiegato di essere intenzionato a riprendere l'attività dopo una pausa legata, secondo il suo racconto, alle cause avviate dalle compagnie assicurative. Questa volta, avrebbe precisato, avrebbe agito soltanto per conto proprio, così da limitare i rischi. Agli investigatori avrebbe anche illustrato come intendesse procedere con la Harley che stava andando ad acquistare, spiegando di avere già a disposizione i pezzi di ricambio necessari per smontarla.
Per la Procura, Kosanke sarebbe il promotore di un gruppo composto da nove persone direttamente coinvolte, tra cui la compagna, un suo amico considerato il braccio destro e i titolari di alcune officine. Complessivamente gli indagati nell'inchiesta sono 36. Tra loro figurano anche due avvocati, un assistente della polizia locale e un medico. Per i due legali la Procura ha chiesto la sospensione temporanea dall'albo, mentre per l'agente della polizia locale è stata chiesta la sospensione dal pubblico ufficio.
Il quadro cautelare comprende nove richieste di misura: due in carcere e sette agli arresti domiciliari. Le richieste dovranno essere valutate dal gip Giorgio Morando, che ha fissato gli interrogatori preventivi per l'inizio di ottobre. Per Kosanke, assistito dall'avvocato Rinaldo Romanelli, l'interrogatorio è fissato al 9 ottobre. Le accuse, come precisato dalla stessa Procura, sono ancora nella fase delle indagini e dovranno essere sottoposte alla valutazione del giudice.














