La musica come spazio di libertà, anche quando intorno ci sono le sbarre. Esce oggi, mercoledì 7 ottobre, “Il cielo in una stanza”, il documentario girato all’interno della Casa di Reclusione di Chiavari con la partecipazione di Sayf, protagonista di un incontro e di un confronto con i detenuti della struttura.
Il progetto, scritto dal giornalista e autore Claudio Cabona e diretto dal regista Yuri Dellacasa, nasce da un percorso laboratoriale dedicato alla musica e alla scrittura all’interno dell’istituto penitenziario e prova a raccontare come l’ascolto e la pratica musicale possano diventare strumenti di riflessione, espressione personale e relazione con gli altri.
“Ho avuto l’onore di poter contribuire a un’iniziativa importantissima: incontrare i detenuti del carcere di Chiavari e di Marassi, al termine di un laboratorio portato avanti con loro da Claudio Cabona – racconta Sayf –. Abbiamo parlato di vita, di poesia, di libertà, ed è stato uno scambio veramente interessante e piacevole. Lo scopo del progetto è ribadire la forza di questo tipo di iniziative all’interno delle carceri e poter auspicabilmente ispirare altre iniziative simili, in altri istituti”.
Al centro del documentario ci sono proprio le parole nate durante i laboratori, i testi scritti dai detenuti e il confronto con l’artista. “Sono emerse cose davvero interessanti – prosegue Sayf –. Abbiamo trovato livelli di introspezione, curiosità verso la vita e capacità di approfondimento che spesso ci aspettiamo di trovare in altri contesti. E poi c’è l’arte: riuscire a creare delle canzoni con i pochi mezzi a disposizione, doversi arrangiare e, proprio attraverso questo, far emergere la creatività”.
Tra dialoghi, letture, rime e ascolti, l’incontro prende forma senza costruzioni particolari: Sayf ascolta i brani rap realizzati dai detenuti e si confronta con loro sul significato della libertà, portando poi quelle parole al di fuori dell’istituto.
A fare da filo conduttore è anche un omaggio a Gino Paoli e a “Il cielo in una stanza”, uno dei brani simbolo della musica italiana che dà il titolo all'opera. Sayf ne aveva anticipato una cover durante l’ultima edizione del Santissima Fest al Porto Antico di Genova. La canzone ritorna nel finale del documentario, con una personale interpretazione dell’artista accompagnata dalla tromba.
Il progetto si inserisce nelle attività dell’associazione “Il Cuore di Federico” ed è stato realizzato con il sostegno della Fondazione Compagnia di San Paolo. Il carcere di Chiavari porta avanti da tempo laboratori dedicati alla musica come occasione di arricchimento culturale e strumento capace di favorire introspezione, empatia e condivisione.
“Il cielo in una stanza” è disponibile da oggi sul canale YouTube di Sayf. Al documentario hanno lavorato, tra gli altri, Paolo Fossati alla direzione della fotografia, Pietro Mari come line producer, Matteo Parolini per presa diretta e sound design, Artjon Shahaj come 1AC, Claudia Frizzera alla fotografia e Davide Vitola al montaggio.














