Una pista aeroportuale più lunga di circa 50 metri, nuovi spazi per le riparazioni navali e un bacino di carenaggio di grandi dimensioni. Sono alcune delle ipotesi emerse nell'ambito del confronto sul nuovo Piano Regolatore Portuale, al centro dell'incontro promosso oggi, martedì 13 ottobre, dall'Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale con ENAC, ENAV, Aeroporto di Genova ed Ente Bacini.
La riunione ha rappresentato un passaggio nel percorso di definizione degli scenari di sviluppo del porto, con particolare attenzione alla compatibilità tra le attività portuali e quelle aeroportuali, oltre che al futuro del polo industriale delle riparazioni navali e della nautica.
Al tavolo hanno partecipato Giuseppe Ignoti per ENAC, Giovanni Mancuso per ENAV, Francesco D'Amico per Aeroporto di Genova Spa, Massimo Anselmo e Alessandro Arvigo per Ente Bacini.
Uno dei temi principali ha riguardato il bacino di Sampierdarena Ponente, dove il nuovo Piano ipotizza il tombamento di alcune calate e la modifica dell'attuale conformazione delle banchine, così da realizzare accosti più lineari e adeguati alle esigenze delle grandi navi portacontainer.
La trasformazione sfrutterebbe gli spazi acquei resi disponibili dalla Nuova Diga Foranea, consentendo di accogliere navi di ultima generazione e le attrezzature necessarie alla movimentazione dei container. Una prospettiva che, tuttavia, dovrà essere attentamente valutata insieme agli enti aeronautici, per verificare la compatibilità delle nuove infrastrutture portuali con le procedure operative e di sicurezza dell'aeroporto.
Proprio sul fronte aeroportuale è emersa l'ipotesi di prolungare di circa 50 metri verso ponente la pista del Cristoforo Colombo. Si tratta di una possibilità esaminata in via preliminare, che potrebbe contribuire a migliorare la funzionalità dello scalo, ma che necessita ancora di approfondimenti tecnici nelle successive fasi della pianificazione.
L'altro capitolo riguarda il futuro delle riparazioni navali e della nautica nel settore di Levante del porto. Gli scenari presentati dall'Autorità portuale prevedono la realizzazione di circa 75mila metri quadrati di nuove superfici banchinate e operative, attraverso una riorganizzazione degli spazi esistenti e l'utilizzo delle aree a mare che si renderanno disponibili con la demolizione di un tratto della vecchia diga.
Tra le infrastrutture ipotizzate figura anche un nuovo bacino di carenaggio lungo circa 360 metri e largo 60, destinato a potenziare la capacità operativa del comparto e a consentire alle imprese di lavorare su navi di grandi dimensioni.
L'obiettivo è rafforzare il ruolo industriale delle riparazioni navali genovesi, migliorando la disponibilità di spazi per le lavorazioni, la logistica e le manovre delle imbarcazioni.
Il riassetto coinvolgerebbe anche la nautica da diporto, attraverso una separazione più netta tra le attività sportive e ricreative e quelle produttive e cantieristiche. In questo quadro, le ipotesi prevedono il mantenimento delle sedi dei circoli nautici storici e il trasferimento di parte delle altre funzioni nella nuova area del Waterfront, nell'ambito di una riorganizzazione complessiva degli specchi acquei e degli accosti.
"La pianificazione portuale deve tenere insieme esigenze diverse, individuando soluzioni capaci di sostenere lo sviluppo delle attività produttive e dei traffici senza trascurare le infrastrutture con cui il porto condivide spazi e funzioni", ha dichiarato il presidente dell'Autorità di Sistema Portuale, Matteo Paroli.
"Il rapporto con l'aeroporto è un tema concreto, che richiede un confronto tecnico puntuale sulle configurazioni future delle banchine, sulle attrezzature necessarie ai terminal e sulle regole che disciplinano lo spazio aereo. Allo stesso modo, dobbiamo mettere le imprese delle riparazioni navali e della nautica nelle condizioni di svilupparsi, migliorando gli spazi di lavoro e l'organizzazione delle attività".
Paroli ha sottolineato come le soluzioni esaminate non rappresentino ancora interventi definitivi. "Quelli che stiamo esaminando sono scenari di pianificazione, non progetti esecutivi: proprio per questo è importante confrontarci fin da ora con i soggetti interessati, per approfondire le soluzioni e verificarne la compatibilità prima delle successive fasi istituzionali".
Le osservazioni raccolte durante l'incontro saranno utilizzate per definire gli scenari del nuovo Piano Regolatore Portuale, che dovranno successivamente superare le verifiche tecniche e istituzionali. Il percorso riguarda l'intero sistema portuale del Mar Ligure Occidentale, da Genova e Pra' fino a Savona e Vado Ligure, con l'obiettivo di coordinare lo sviluppo dei traffici commerciali, delle attività industriali e delle infrastrutture con le esigenze dei territori.














