Mentre prosegue la mobilitazione dei lavoratori dell’ex Ilva in tutta Italia, il presidio dei dipendenti genovesi sotto la Prefettura non accenna a concludersi.
Il secondo giorno di sciopero è stato caratterizzato dalla presenza del ministro dell’Interno Piantedosi, arrivato a Genova per incontrare la sindaca Silvia Salis e la prefetta Cinzia Torraco.
Un incontro che non ha mancato di coinvolgere il presidente della Regione Liguria Marco Bucci.
A margine del Consiglio Regionale odierno, il governatore ha fatto sapere che durante l’incontro con il titolare del Viminale tra i temi trattati c’è stato anche quello dell’ex Ilva.
“Ho parlato molto con il ministro - ha detto Bucci - soprattutto delle dinamiche specifiche per Genova e su quella che è la prospettiva. Il ministro ha accolto le richieste della parte sindacale, contenute del documento di questa mattina che è assolutamente coerente con quella che è la nostra impostazione strategica”.
Bucci ha poi fatto sapere che a Roma stanno agendo per aprire un confronto evidenziando come il governo stia dando segnali positivi: “Il ministro ha detto che anche al Governo si lavorerà; ha dato segnali positivi. Ovviamente facciamo pressione affinché venga risolto il più in fretta possibile”.
Se il tema non sembra inerente al Ministero dell’Interno, è lo stesso presidente della Regione a chiarire: “Il ministro Piantedosi è preoccupato del fatto che ci possa essere un conflitto sociale dovuto a una situazione del genere”.
Sul futuro dello stabilimento, sulla prospettiva di dividere Taranto da Genova e da Novi, Bucci getta la palla avanti: “Ora come ora bisogna alimentare Genova e Novi o da Taranto o da un’altra parte. Poi questa decisione la prenderà chi vincerà la gara e chi acquisterà tutto l’insieme. Le cose possono andar bene, quello che non va, sia uniti che spezzati. Quello che non va bene è lasciare un impianto senza le materie prime per poter lavorare. Ecco, questo è il punto focale. Noi dobbiamo fare in modo che Genova possa continuare a lavorare”.














