/ Sport

Sport | 15 ottobre 2026, 17:06

"Roma spaventosa", ma De Rossi crede nel suo Genoa: "La vittoria con la Fiorentina ci ha ridato fiducia"

Il tecnico verso la sfida nel "suo" Olimpico: dal peso psicologico dei tre punti ritrovati all'emozione di affrontare il suo passato, passando per il nuovo assetto societario e la gestione delle energie del gruppo

Foto Gabriele Siri

Foto Gabriele Siri

Archiviato il successo contro la Fiorentina, che ha finalmente sbloccato la classifica e restituito il sorriso all'ambiente, il Genoa si prepara a una delle trasferte più impegnative della stagione sul campo della Roma.

Una squadra definita da Daniele De Rossi "spaventosa", in senso positivo, nonostante la recentissima sconfitta di ieri sera in Champions, in rimonta, contro il Real Madrid, o gli infortuni che stanno falcidiando la rosa dell'altro grande ex, Gianpiero Gasperini. Ma, davanti a tutto, c'è un concetto chiave nell'avvicinamento del Grifone alla sfida di sabato sera: quello della fiducia, da quella ritrovata dal gruppo dopo il primo successo, a quella che il tecnico non nega di non aver mai smesso di sentire anche nell'avvio complicato da parte di società e ambiente.

"Ne abbiamo parlato molto, analizzando i dati e tante cose alle quali aggrapparsi quando non arrivano i risultati, perché è giusto così e perché poi ti danno delle risposte. Mancava però un'iniezione di fiducia, un pomeriggio in cui poter festeggiare sotto la Gradinata; così torni al campo e lavori con uno spirito diverso", ha spiegato De Rossi, ribadendo però un altro concetto chiaro. "Il nostro lavoro lo abbiamo fatto bene anche quando i punti non arrivavano, i ragazzi sono stati impeccabili anche in quei momenti - ha aggiunto - ma è ovvio che adesso si lavora con un pizzico di serenità in più. Non siamo primi in classifica a punteggio pieno e la strada davanti a noi è ancora molto lunga, ma abbiamo visto che siamo capaci di fare cose molto buone portando a casa i punti".

Nella consueta conferenza stampa pre-partita, mister De Rossi ha analizzato il momento attraversato dalla squadra, soffermandosi sull'importanza psicologica dell'ultimo risultato. E proprio sul giudizio esterno, il tecnico si toglie qualche sassolino dalla scarpa: "Sentir parlare di astinenza da vittorie fin da Pisa-Genoa mi dava un po' fastidio, innanzitutto perché nel conteggio venivano inclusi i tre mesi estivi in cui non abbiamo giocato - ha detto - Inoltre, secondo me veniva un po' sporcato il ricordo di quanto fatto l'anno scorso, che è stato un traguardo davvero importante. Si parlava del percepito su Vanoli a Firenze e del fatto che venga ringraziato quotidianamente per come ha salvato la Fiorentina nella passata stagione: noi abbiamo fatto qualcosa di almeno simile, per non esagerare, quindi questo aspetto mi dispiaceva molto".

"Per quanto riguarda le voci, mi sono volontariamente estraniato e mi sono quasi schiaffeggiato le mani ogni volta che stavo per toccare i social - ha continuato - Ho vissuto la città, girando non ho mai percepito negatività, solo parole di sostegno e incitamento che ricorderò per sempre. La fiducia di cui avevo più bisogno, comunque, me l'hanno data i giocatori e ancor prima la società, che visto il trend avrebbe potuto fare scelte diverse dopo Parma".

Sabato ora De Rossi e il Vecchio Balordo, con questa nuova linfa, sono ora attesi da una delle uscite con le maggiori insidie tattiche dell'anno, in quell'Olimpico che rappresenta il passato giallorosso del tecnico. Una partita "come tutte le altre, ma giocata in un posto, in una città e davanti a degli avversari che per me non sono come gli altri e fondamentalmente non saranno mai avversari". La concentrazione è però tutta sui rossoblù: "La vera differenza rispetto alla passata stagione è che la prima partita l'avevo preparata un pochino peggio e la seconda un po' meglio - ha ammesso - Il livello e il valore della Roma li conosciamo: credo che sia cresciuta ulteriormente rispetto a quando l'abbiamo incontrata a dicembre dell'anno scorso. È una squadra incredibilmente forte e ieri sera ha dato un'altra dimostrazione della sua forza".

Nessuna illusione, dunque, né sulle tre reti incassate dai giallorossi su palla inattiva in coppa, né su un eventuale contraccolpo psicologico dei padroni di casa. "Ci sono statistiche che dicono che circa il 30% dei gol arriva su calcio piazzato. Ieri comunque ho visto una squadra veramente spaventosa - ha detto De Rossi - Oggi il loro umore sarà più basso di quanto potessero immaginare all'82', però parliamo di giocatori che hanno alle spalle anni e anni di campionato e di Europa League. Sono abituati a ripartire subito, non possiamo puntare sul fattore delusione, perché la Roma ha tanti obiettivi".

Per uscire indenni dall'Olimpico servirà dunque un Genoa capace di reggere l'urto su tutti i novanta minuti. Tenendo anche conto che "quella di ieri sera, per loro, è stata una gara di grande dispendio di energie sia fisiche che mentali", la richiesta ai suoi è netta: "Dovremo essere pronti a vivere una partita larga e lunga. Ogni avversario va affrontato tenendo conto delle sue peculiarità, senza però snaturarsi o concedersi completamente al gioco altrui per non perdere la propria identità".

Dall'infermeria, intanto, filtrano segnali incoraggianti per le prossime settimane, anche se per la trasferta di Roma l'unico parziale rientro in gruppo è quello di Amorim. "Gli infortunati stanno progredendo, Non recuperiamo nessuno per questa gara a parte Amorim, ma chi prima e chi poi inizieranno ad avvicinarsi al rientro già dalla prossima partita col Venezia".

Altro tema affrontato è stato quello legato alle novità nell'organigramma societario, con la separazione da Diego Lopez e l'insediamento della nuova coppia di direttori. "Con Diego ci siamo detti un grande 'arrivederci': è la persona che insieme ad Andres (Blazquez, ndr)mi ha voluto e portato qui, con la quale ho lavorato bene instaurando soprattutto un rapporto di amicizia vera - ha sottolineato De Rossi - Credo che abbiamo fatto un buon lavoro insieme per essere stato il nostro primo mercato; l'operato di un direttore va sempre valutato più a lungo termine. L'approccio con Modesto e Melissano è stato super positivo. Domenica siamo stati cinque o sei ore insieme e abbiamo parlato a lungo; abbiamo tante conoscenze in comune, ci eravamo già incrociati in passato da avversari e c'è sempre stata stima reciproca. Siamo partiti bene: ovviamente in questo momento la cosa più importante che possono fare è stare vicino alla squadra e al gruppo, ripartendo da dove eravamo rimasti con Diego. Lo stanno già facendo".

Mattia Pastorino


Sei un tifoso? Ti occupi di un club di tifosi? Sei un appassionato di calcio?
Contattaci: daremo spazio ai tuoi pareri, umori e commenti sul Genoa. Scrivi a redazione@lavocedigenova.it

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO A OTTOBRE?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare 2025" su Spreaker.
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium