“Per salvarsi bisogna saper soffrire, ma anche giocare meglio di come abbiamo fatto nel secondo tempo”. Basterebbe la prima frase di Daniele De Rossi in conferenza stampa a descrivere il senso del pomeriggio del Genoa. Un pomeriggio che ha portato tre importantissimi e pesantissimi punti nella corsa verso la permanenza nella massima serie, ma anche la consapevolezza della necessità di dover continuare a crescere per raggiungere l'obbiettivo.
E' stato un 1-0 davvero sofferto quello sul Venezia, regolato grazie all'eurogol nel primo tempo di Ellertsson, “un giocatore molto più forte di quello che fa vedere di solito in partita” garantisce il tecnico, ma mai domato. Tant'è che alla fine è nella sofferenza che il Grifone trova una lezione e un motivo di soddisfazione.
Quest'ultima per aver resistito e portato a casa comunque l'intera posta in palio con un “cleen sheet”, cosa che non accadeva da tempo. “Nel primo tempo abbiamo fatto bene, nel secondo tempo ci siamo abbassati e non siamo riusciti a spingerli via, ripartendo e pressando - ha ammesso De Rossi -. Abbiamo perso palloni semplici per ripartire, cominciando a tirare delle pallonate su in avanti. Il mancato raddoppio? Non sempre si può andare subito avanti 2-0 come con la Fiorentina. All'ora avevamo mezza squadra fuori, oggi abbiamo cominciato a recuperare qualcuno che tornerà molto utile già da mercoledì. Chiaro che il secondo gol sarebbe stata una grande cosa, ma anche il cleen sheet dopo tanto ci fa bene”.
Anche per questo il mister oscilla tra un “bravi” ai suoi “per come hanno lavorato e sofferto e perché hanno dato tutto”, e l'autocritica per il canovaccio, pur non rinnegando alcuna scelta: “Sono io che devo essere quello che li fa giocare un po’ meglio, perché si può soffrire, ma ogni tanto bisogna ripartire. Il Venezia è una squadra forte, ma adesso incontriamo la Juve, una squadra che se la tieni 45' dentro la tua area di rigore ti fa tre gol. Noi dobbiamo fare punti anche con loro, non possiamo aspettarli dentro la nostra area”.
“Le squadre che devono salvarsi devono anche avere la caratteristica di saper soffrire, non possiamo pensare di poter sempre portare a casa in carrozza le partite - ha specificato il tecnico -. Anche se nel primo tempo abbiamo avuto qualche occasione per fare meglio, dovevamo essere più precisi e soprattutto più verticali. Quando le squadre ci lasciano giocare non dobbiamo andare dietro alla lentezza di chi ci aspetta, addormentare la partita non è un modo intelligente perché siamo una squadra che deve andare verticale, andare in area e oggi l'abbiamo fatto poche volte”.
Nemmeno per quanto concerne i cambi, De Rossi fa marcia indietro e anzi difende Colombo, criticato a suo giudizio troppo sovente da alcuni elementi in tribuna alle sue spalle: “Abbiamo messo due punte perché loro ci venivano a pressare, dovevamo giocare qualche palla sopra di più. Ha fatto una partita di cuore e sacrificio, con una caviglia messa 'un po' così'. Mi spiace quando viene beccato dal pubblico durante la partita, i giocatori così meritano sempre applausi e che io sottolinei quando stanno in campo anziché vedersela in hospitality come avrebbe potuto fare”.
Chi invece ha messo la sua firma sul successo, pur non segnando è stato Bijlow. Anche per lui De Rossi ha speso buone parole, svelando un retroscena: “Ha avuto qualche fastidio in settimana, eravamo quasi sicuri che non giocasse e ha tentato di tutto. Ha fatto la sua grande partita. Dobbiamo aiutarlo quando vengono tutti questi giocatori, ma lui è stato pronto e reattivo, ha fatto un paio di uscite che ci hanno fatto respirare”.














