Questa mattina, nei pressi dell'ingresso autostradale di Genova Est, si è tenuta la cerimonia commemorativa in occasione del 49° anniversario dell'uccisione del Brigadiere dei Carabinieri Ruggero Volpi, Medaglia d'Oro al Valor Civile alla memoria.
Alla deposizione della corona d'alloro presso la lapide commemorativa hanno presenziato la moglie, la figlia e il nipote del Sottufficiale, unitamente al Prefetto di Genova, al Comandante della Legione Carabinieri Liguria, al Comandante Provinciale di Genova, alle autorità civili e militari cittadine e ai rappresentanti dell'Associazione Nazionale Carabinieri. Alla cerimonia ha preso parte anche una delegazione di studenti della classe 2ª A della Scuola Media Statale "Antonio Cantore", che ha letto un elaborato con riflessioni sul valore del dovere e sul sacrificio del militare.
La ricostruzione storica dei fatti
Il 12 ottobre 1977, il Brigadiere Volpi era incaricato del trasferimento di un pericoloso detenuto dal carcere di Genova al penitenziario di Trani. Nei pressi del casello di Genova Est, il veicolo su cui viaggiava l'imbarco fu affiancato e speronato da due automobili con a bordo sei malviventi armati, giunti per fargli evadere il condannato.
Nel conflitto a fuoco scaturito per sventare la fuga, il Brigadiere Volpi rimase gravemente ferito insieme al carabiniere di scorta e all'autista del Ministero di Grazia e Giustizia. Nonostante le critiche condizioni fisiche, Volpi prestò i primi soccorsi ai compagni prima di essere trasportato in ospedale, dove si spense il 27 ottobre 1977.
La motivazione della Medaglia d'Oro al Valor Civile
Ad attestare il valore dell'operato del Sottufficiale – al quale sono intitolate le caserme delle stazioni dell'Arma di Genova Marassi e di Nove (Vicenza) – la motivazione ufficiale del conferimento dell'onorificenza alla memoria:
Medaglia d'Oro al Valor Civile alla memoria: «Durante un trasporto di detenuti veniva aggredito da alcuni malviventi intenzionati a far fuggire il malfattore trasportato. Sebbene ferito mortalmente, si prodigava nel soccorso dei compagni feriti. Nobile esempio di grande altruismo e totale dedizione al dovere spinto fino all'estremo sacrificio.»
Riflessioni degli alunni della 2^ A della Scuola Media Statale “Antonio Cantore”
"Leggendo le parole incise su questa lapide, io e i miei compagni di classe ci siamo fermati a fare delle riflessioni. Il Brigadiere Volpi non era solo un Carabiniere, perché sotto quella divisa c’era un uomo con dei sogni e con una famiglia che lo aspettava a casa. Questa è una storia che non va dimenticata. Il Brigadiere Ruggero Volpi ha dimostrato gran coraggio perché, nonostante fosse ferito gravemente, la sua preoccupazione era di salvare e proteggere i suoi compagni. Ha messo la vita degli altri prima della sua. Molto giovane fece la scelta di entrare nell’Arma dei Carabinieri, scelta molto difficile e pericolosa negli anni ’60 e ’70 a causa del terrorismo e di bande di malviventi. Quel giorno del 12 ottobre il Brigadiere, vedendo i malviventi, si trovò a pensare “Che fare per il mio Paese?”. In questi momenti così difficili e carichi di tensione, uscì fuori il suo essere uomo, i suoi valori e il suo altruismo e così fece: sacrificò la sua vita per salvare quella degli altri. Per questo ottenne la Medaglia d’Oro al Valor Civile. I Carabinieri non sono solo Forze dell’ordine che vediamo passare in gazzella, ma sono un punto di riferimento, una presenza costante che ci fa sentire al sicuro nei nostri quartieri e nelle nostre città. Oggi ricordiamo il sacrificio del Brigadiere Volpi. Io e i miei compagni della classe 2^ A e i nostri docenti vogliamo dire grazie a tutti i Carabinieri e al Brigadiere Volpi per il suo valore e il suo sacrificio".














