Giunge a conclusione l'iter per l'approvazione definitiva della perimetrazione degli impianti produttivi dismessi oggetto di rigenerazione urbana. Con l'esame in Commissione e il conseguente passaggio in Consiglio Comunale, l'Amministrazione recepisce le osservazioni pervenute e porta da 32 a 34 il numero complessivo delle aree individuate su tutto il territorio cittadino.
«Con questa delibera entriamo pienamente nel merito della rigenerazione urbana della città, offrendo certezze e strumenti concreti a chi intende investire sul nostro territorio» - dichiara l'assessora all'Urbanistica Francesca Coppola -. Desidero ringraziare i Municipi e i comitati per la loro partecipazione attiva: le loro osservazioni ci hanno permesso di affinare il provvedimento e di aggiungere due nuovi ambiti strategici, portando le aree complessive da 32 a 34. I numeri confermano l'efficacia dell'operazione: gli uffici competenti hanno già svolto oltre 70 appuntamenti di incontro tra investitori e proprietà private ed effettuato più di 20 sopralluoghi sul campo. C'è un fortissimo interesse che riguarda non solo i soggetti privati, ma anche le nostre società partecipate, come dimostra il recente confronto con AMIU per valutare le opportunità offerte da alcune di queste schede. Questo è un primo passo focalizzato sulle aree private; siamo già al lavoro su una seconda delibera che andrà a valorizzare in modo capillare il patrimonio e gli spazi di proprietà pubblica».
Il provvedimento applica la Legge Regionale n. 23 sulla rigenerazione urbana a un compendio costituito per lo più da immobili di proprietà privata (oltre ad alcuni spazi dell'Autorità di Sistema Portuale), introducendo specifici incentivi per promuovere gli investimenti e agevolare il recupero di strutture industriali o commerciali dismesse.
A seguito della fase di adozione e consultazione pubblica, sono state valutate quattro osservazioni principali, pervenute dai Municipi e dai Comitati locali.
Il Comitato "Non solo borgo" (la cui istanza è stata parzialmente accolta), pur non potendo inserire la sede stradale di via Sardorella direttamente tra gli ambiti di rigenerazione urbana per ragioni di disciplina specifica, ha segnalato criticità relative al traffico pesante verranno tenute in considerazione nell'ambito delle opere di urbanizzazione a scomputo o degli interventi pubblici di contorno.
Il Municipio III Bassa Val Bisagno (la cui istanza è stata accolta) ha inserito tra le aree di rigenerazione l'immobile dell'ex Birrificio. Sebbene situato in area soggetta al Piano di Gestione del Rischio Alluvioni, l'intervento si adeguerà alla disciplina sovraordinata di sicurezza idraulica.
Fideco Srl (istanza accolta) che include il complesso ex industriale Saden, che costituisce la nuova scheda n. 33.
Iris Srl (non accolta per ragioni amministrative): l'osservazione riguardava un ex mulino situato in ambito extraurbano. Nonostante l'immobile possieda i requisiti strutturali, la normativa regionale differenzia le procedure tra tessuto urbano ed extraurbano; l'amministrazione ne ha recepito l'interesse e programmerà un'azione specifica per la valorizzazione del patrimonio extraurbano.
È stata inoltre integrata la documentazione d'accompagnamento recependo le indicazioni del Consiglio Comunale su aspetti di mitigazione ambientale, vincoli idraulici, usi temporanei commerciali e interventi di rinaturalizzazione e resilienza climatica degli spazi aperti.














