Il Consiglio regionale della Liguria ha approvato un ordine del giorno dedicato alla tutela occupazionale e alle prospettive industriali del gruppo Ericsson chiedendo garanzie sul futuro del polo degli Erzelli, un nuovo confronto nazionale tra azienda e sindacati e verifiche sulle agevolazioni pubbliche ricevute.
L’ordine del giorno impegna quindi il presidente e la Giunta regionale a sollecitare il Governo e il Ministero delle Imprese e del Made in Italy affinché venga promosso un nuovo confronto nazionale con Ericsson e le organizzazioni sindacali, coinvolgendo anche le istituzioni territoriali. L’obiettivo è arrivare a un accordo condiviso che affronti non soltanto la gestione degli esuberi, ma anche le prospettive industriali del gruppo in Italia.
Al centro c’è soprattutto il futuro degli Erzelli, dove la Regione chiede un piano industriale chiaro e verificabile, con indicazioni sulle attività da mantenere e sviluppare, sugli investimenti programmati e sulle prospettive occupazionali. Il documento richiama inoltre il rischio, segnalato dalle organizzazioni sindacali, che alcune attività oggi svolte a Genova vengano trasferite in altre sedi del gruppo, anche all’estero, con una possibile dispersione di competenze tecnologiche e professionali costruite nel corso dei decenni.
Sul fronte delle uscite incentivate, la Regione si impegna a sostenere le quattro richieste sindacali: garanzie concrete sulla continuità industriale, sulla ricerca e sviluppo e sui livelli occupazionali; ampliamento della platea dei dipendenti che possono aderire; proroga della finestra temporale oltre la fine del 2026; ricorso all’isopensione per chi è vicino alla maturazione dei requisiti pensionistici, nel rispetto della normativa vigente.
L’altro nodo riguarda le risorse pubbliche. Nel documento si ricorda che, secondo quanto comunicato dal Governo in sede parlamentare il 23 settembre, Ericsson ha beneficiato di circa 7,8 milioni di euro di agevolazioni pubbliche per progetti di ricerca e innovazione che coinvolgono il sito genovese. Altri 2,4 milioni, legati a un progetto sulle reti 6G, risultano ancora in fase di istruttoria. Da qui la richiesta di verificare gli obblighi assunti dall’azienda e le ricadute occupazionali e industriali dei progetti finanziati, valutando eventuali strumenti di tutela dell’interesse pubblico previsti dalla normativa.
L’ordine del giorno prevede infine che la Regione continui a monitorare la situazione insieme al Governo, al Comune di Genova, ai parlamentari liguri e alle organizzazioni sindacali, riferendo al Consiglio regionale sugli sviluppi.
Il documento sarà trasmesso alla Presidenza del Consiglio dei ministri, ai ministeri competenti, ai parlamentari liguri, al Comune di Genova e ai vertici di Ericsson Italia.













