Sono cominciati attorno alle 9.30 i primi blocchi portuali che stanno caratterizzando la giornata di oggi, venerdì 30 ottobre 2026, nell’ambito dello sciopero generale che coinvolgerà anche 113 porti in tutto il mondo.
Una protesta che interesserà tutta Italia è che porterà in piazza le difficoltà che la società sta vivendo in questo periodo storico come il caro vitali problema abitativo per oltre cinque milioni di persone sotto la soglia povertà,fino all’opposizione al sistema di guerra.
Una contestazione che pone l’accento sul malessere della popolazione che, negli anni, è stato acuito dalle recenti scelte dell’esecutivo.
I lavoratori respingono con fermezza la precettazione del ministro dei Trasporti Matteo Salvini, confermando la volontà di proseguire la protesta ad oltranza.
A fare il punto è Josè Nivoi, portuale e rappresentante sindacale USB: “Non ci interessa la precettazione, Salvini non ha capito che si va fino in fondo adesso. […] Bisogna che si occupi dei trasporti e non della propaganda politica: non c'è un treno in orario, in porto c'è un disagio continuo. Se non fa il suo lavoro, che si dimetta”.
Accanto alla denuncia sui disservizi della rete dei trasporti, Nivoi contesta l'impostazione della riforma portuale in cantiere, accusata di favorire la privatizzazione di asset strategici: “Vogliono fare una riforma portuale che andrà a regalare in futuro il 25% del PIL italiano ai privati”.
“Oggi bloccheremo tutto, poi partiremo in corteo ed entreremo dentro il porto perché il porto è casa nostra. Sta diventando sempre più la casa dei fondi finanziari di chi sta in Svizzera, a Singapore o a Taiwan, ed è una situazione inaccettabile. Dobbiamo cambiare questo Paese e riprenderci la politica in mano, perché oggi chi ci rappresenta non rappresenta più il popolo ma unicamente interessi bancari e finanziari”.
Anche Riccardo Rudino del Calp ribadisce l’importanza di una mobilitazione nazionale: “Aspettiamo altri blocchi per la città. Nel pomeriggio ci sarà un corteo che partirà alle 15. Ci sarà parecchio fumo, anche questo è fare uno sciopero generale. Greta si arrabbierà ma si sciopera così”.














