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Cronaca | 24 agosto 2019, 16:50

Marassi: in autunno i lavori per la nuova "piazza generazionale" Ferraris

Nel Municipio Bassa Valbisagno guidato dall'architetto Massimo Ferrante, al via il rifacimento di Piazza Galileo Ferraris attraverso un percorso di urbanistica partecipata (VIDEO)

Nella foto i giardini di Piazza Martinez, esempio di "piazza generazionale"

Nella foto i giardini di Piazza Martinez, esempio di "piazza generazionale"

“Libertà è partecipazione”, cantava Giorgio Gaber. E se la partecipazione è quella a un percorso di urbanistica che coinvolge la cittadinanza attiva, allora tutte le generazioni – dalle più giovani alle più anziane – hanno la possibilità di convivere in armonia e, appunto, libertà. Dove? Non nell’utopistica “Città del Sole” di Campanella, ma semplicemente, partendo dal piccolo, nella piazza del proprio quartiere.

Ed è quello che sta facendo da alcuni anni il Presidente del Municipio Bassa Valbisagno, l’architetto Massimo Ferrante, che, ritenendo che le città siano organismi e che, come tali, evolvano, devono cambiare “faccia” in base al mutare della propria popolazione. Per questo dall’autunno partiranno i lavori di rifacimento di Piazza Galileo Ferraris, la grande piazza di Marassi – un bacino che raccoglie 40 mila persone - , come l’altra più densamente popolosa del Municipio, Piazza Martinez a San Fruttuoso, che è già diventata una cosiddetta “piazza generazionale”. Che a Genova prima non esisteva.

“Dopo il felice esperimento di Piazza Martinez, ho iniziato due anni fa un percorso di urbanistica partecipata anche per Piazza Galileo Ferraris, per la quale, consultando i cittadini, sono emerse le stesse esigenze”. Questo grazie, appunto, a un percorso che ha saputo cogliere esigenze e trasformazioni della zona. “Bisognava fare in modo che da piazze generiche, cioè frequentate da tutti, diventassero piazze in cui le diverse fasce d’età potessero convivere armoniosamente, ma con una divisione dettata da criteri specifici”, spiega Ferrante.

 E infatti ora la piazza di San Fruttuoso è dotata di un’agorà che si trasforma in pista di pattinaggio su ghiaccio d’inverno, o in palcoscenico per eventi di vario genere in altre stagioni; ci sono poi l’area per ragazzi e una pista ciclabile, e l’area giochi per bambini, con giostra e gonfiabile,  vicino alla zona per gli anziani, attrezzata con tavoli per gli scacchi e panchine all’ombra, “perché sono aree più compatibili, e gli anziani fanno anche ‘sorveglianza’ ai bambini”. Invece gli adolescenti sono liberi di correre, giocare a pallone e andare in bicicletta senza dare fastidio a nessuno, ma “divisi in modo armonioso, per fasce d’età, in un luogo che deve essere dedicato a tutti”.

Quindi, dal momento che anche a Marassi le lamentele non erano poche da parte degli anziani che volevano stare seduti in pace, senza ricevere pallonate, ecco che dopo un percorso di urbanistica partecipata, si dà il via ai lavori per Piazza Ferrarsi. “Ho la fortuna di avere, nell’area tecnica, un ottimo architetto e ottimi geometri, per cui ho progettato la Ferraris come piazza generazionale, per la quale il Municipio mette 50 mila euro e il Comune circa 150 mila; i lavori saranno eseguiti da Aster”.

Dunque una rinascita per questo spazio che al momento è dotato di panchine distribuite in modo uniforme, giochi per bambini non recintati né distinti per età, e spazi non adeguati a giocare a palla.

“I nuovi criteri sono analoghi a quelli di Piazza Martinez – continua Ferrante – perché si è trattato della conclusione logica di un percorso, che tra l’altro in Francia fanno sempre”, e che ha lo scopo di fare sentire i cittadini protagonisti della piazza, perché “quando sentono che diventa loro, il senso di appartenenza è maggiore e il luogo pubblico è vissuto con più rispetto, proprio in un momento storico in cui ciò che è pubblico spesso non è di nessuno né interessa a nessuno. Per esempio in Piazza Martinez, invece, ci sono tanti volontari ad aiutare”.

Il percorso di urbanistica partecipata applicato a piccoli progetti di quartiere, appunto, fa sì che quel luogo, quando nasce, sia concordato coni i cittadini, quelli più attivi e interessati a trasformare a propria misura il posto in cui abitano. Perché “i quartieri anche solo in vent’anni sono cambiati, dal tipo di popolazione, al modo di vivere, a quello di concepire il tempo libero, per cui gli spazi pubblici devono evolversi nel tempo, adeguandosi alle fasce d’età e alle esigenze. Nel mio territorio lavoro in questa maniera, come ho fatto anche nei giardini di Via del Camoscio, unica palestra a cielo aperto di Genova”.

Insomma anche Genova, nel suo piccolo, deve stare al passo con i cambiamenti fisiologici che inevitabilmente vive; “in Giappone, in Usa e in Spagna – conclude Ferrante - il concetto di demolizione e ricostruzione è applicato anche agli spazi pubblici, in base ai tempi, cosa che qui non succede”. Ma in futuro chissà.

 

Questo il progetto di Piazza Martinez:

 

Medea Garrone

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