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Politica | 14 novembre 2018, 17:25

Turismo, effetto Ponte Morandi: calano le presenze in Liguria, a settembre -4,17%

Diminuiscono in particolare le presenze di visitatori stranieri in Regione, in parte dissuasi dal clamore mediatico dovuto al crollo del Morandi, ma crescono i turisti italiani (VIDEO)

Turismo, effetto Ponte Morandi: calano le presenze in Liguria, a settembre -4,17%

Un calo del 4,17% delle presenze turistiche in Liguria. Questo l'effetto su uno dei comparti cruciali dell'economia locale provocato dalla sciagura che ha colpito Genova la vigilia di Ferragosto, con il crollo tragico del viadotto sul Polcevera. Il dato è emerso nel corso del Tavolo per il Turismo, organizzato oggi nel capoluogo regionale. Le presenze a settembre sono dunque diminuite del 4,17% rispetto allo stesso mese del 2017, abbassando anche la statistica dei primi nove mesi dell'anno: -2,21%.   

La notizia del crollo del Ponte Morandi, con le sue 43 vittime, ha fatto il giro del mondo e ha tenuto banco, anche sui notiziari internazionali, per oltre due settimane. Il borsino turistico ha subito fatto registrare segni negativi per i turisti stranieri, sui quali ha pesato l'immagine di una città spezzata in due: -5,5% di arrivi in Liguria, che hanno causato -7,85% di presenze rispetto all'anno precedente. Si tratta soprattutto di tedeschi (-15%) che hanno scelto di evitare il territorio ligure, meta solitamente privilegiata anche in fase di destagionalizzazione. Ma il calo ha riguardato anche Svizzera, Paesi Bassi e Paesi Scandinavi. 

Aumentano, invece, gli italiani: +7,5% rispetto a settembre del 2017. Un dato confortante, che non basta però a tamponare le percentuali negative su chi arriva dall'estero. Motivo di preoccupazione per gli albergatori e per gli operatori del settore, alle prese a loro volta con gli effetti del disastro del viadotto, con l'incognite della sua ricostruzione e con la mancanza di coinvolgimento in iniziative promo-turistiche che dovrebbero contare sulla regia delle istituzioni. 

Il governatore ligure Giovanni Toti ha annunciato che per il 2019 aumenteranno i budget per la promozione, sottolineando l'aspetto del bicchiere mezzo pieno: "La Liguria rimane un'attrattiva, con un trend del turismo stabile, nonostante il crollo del ponte".

Il commissario dell'Agenzia In Liguria, Pietro Paolo Giampellegrini, ha profilato un progetto di promozione in città europee collegate con l'aeroporto di Genova: "Con il crollo del ponte e i danni agli stabilimenti balneari dobbiamo mettere in campo interventi straordinari per fronteggiare l'emergenza. Abbiamo coinvolto gli operatori per presentargli una proposta di intervento per il 2019. Pensiamo ad azioni specifiche per promuovere la Liguria su nuovi mercati, come quella che realizzeremo in collaborazione con l'aeroporto, nelle città collegate direttamente con Genova".

Presente anche l'assessore regionale Berrino, titolare sia della delega al Turismo che di quella ai Trasporti: "Avevamo timore dopo l tragedi del crollo del ponte che soprattutto genova potesse avere un calo sensibili di visitatori, ma così non è stato. Ci siamo subito attivati per agevolare i flussi turistici, e di questo siamo soddisfatti. Anche al ponente, dove i è registrato un leggero calo delle presenze, a mio parere si tratta di un dato scontato dopo il risultato straordinario dell'anno scorso"

Il calo degli arrivi dal 2017 al 2018 nel periodo dal 1 gennaio al 14 agosto si è registrato per gli italiani: 40.931 in meno (-2,27%) Gli arrivi di stranieri nello stesso periodo hanno continuato a crescere: 60.031 in più (4,34). 

Più consistente la perdita nelle presenze: italiani 250.469 (3.99) in meno, non compensate in questo caso dall'aumento, pur consistente, delle presenze degli stranieri (84.200, il 2,07% in più). 

Il calo degli italiani si spiega prevalentemente con un giugno meteorologicamente sfavorevole e l'alto numero di allerte meteo nei fine settimana per tutto il periodo. Inoltre si sono riaperte mete estere che erano chiuse per motivi geopolitici da tempo.

Il trend turistico negli ultimi anni, in tutto il mondo, mostra che le vacanze sono sempre più brevi, è una tendenza difficile da invertire, è più utile “scommettere” su un prolungamento della stagione, come è stato fatto con il “patto del lavoro nel turismo". Ovviamente vacanze più brevi si riflettono sul numero delle presenze totali, e non sugli arrivi, che appunto erano, fino al 14 agosto in crescita anche rispetto al 2017 record. 

Gli arrivi di italiani a settembre, mese che ha avuto tempo molto sereno, sono cresciuti rispetto al 2017:17.754, 7,49% in più. Le presenze di italiani sono calate, ma non di molto: -4.470, 0,50% in meno.

Il dato più negativo si è registrato sugli stranieri, evidentemente più influenzati dal crollo del ponte: Arrivi: 16.654, il 5,53% in meno rispetto al 2017; Presenze: -71.124, -7,78% in meno rispetto al 2017. Il totale, tra italiani e stranieri, è di 1.100 (0,20%) arrivi in più e di 75.594 (-4,17%) presenze in meno.

L'incremento di posti letto da fine ottobre 2017 a fine ottobre 2018 è stato complessivamente di 1574, 103 da alberghiero e 1471 da extralberghiero.

Redazione

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