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Cronaca | 03 agosto 2019, 18:00

Lungomare Canepa, i cittadini passano alle vie legali

Sempre più esasperati da inquinamento e rumori, e gravemente ignorati dalle istituzioni, gli abitanti stanno organizzando una raccolta fondi per chiedere, attraverso una causa civile, che venga realizzata la galleria fonoassorbente

Lungomare Canepa, i cittadini passano alle vie legali

Stanchi di vuote promesse, giornalmente intossicati da un’aria sempre più viziata e irrespirabile, perennemente disillusi e presi in giro, i cittadini di lungomare Canepa a Sampierdarena devono ricorrere ai mezzi estremi, per far valere i propri diritti. Non ci si riesce con le buone, evidentemente, a sensibilizzare chi comanda e a far capire che queste persone vanno tutelate, a cominciare dal diritto più sacrosanto di tutti: quello alla salute.

Questa autostrada a cielo aperto è sempre più trafficata, senza alcun tipo di protezione né dal rumore né dallo smog. Gli abitanti, coordinanti dall’instancabile Comitato Lungomare Canepa, si sono già autotassati, nelle scorse settimane, per l’acquisto di alcune centraline in grado di rilevare l’inquinamento atmosferico (solo dopo, questi dispositivi sono stati affiancati da quelli ‘ufficiali’ di Arpal). Ora, tornano a raccogliere fondi, per andare… in fondo a questa storia sempre più maledetta.

Sui social network, da qualche giorno è comparsa la campagna denominata ‘Causa legale per la galleria fonoassorbente in Lungomare Canepa’. La promuove Silvia Giardella, presidente del Comitato, insieme a tutti i suoi collaboratori. Persone che non si vogliono arrendere, perché una soluzione per loro va trovata. Con le buone o con le brutte. Se occorre, anche con le bruttissime.

“Il Comitato Lungomare Canepa - si legge - comunica che si sono conclusi i rilievi acustici relativi alla nuova viabilità di lungomare Canepa. Come previsto e denunciato da quasi un anno e mezzo, il rumore in lungomare Canepa, emesso dal traffico stradale, supera di gran lunga i limiti di legge di giorno e ancor più gravemente di notte. Si tratta di misurazioni aventi valore legale, perché realizzate da un tecnico abilitato. Il progressivo perfezionamento del nuovo nodo viabile genovese minaccia di aumentare ulteriormente il rumore stradale, in danno della salute dei cittadini di Sampierdarena”.

Secondo il Comitato, “si tratta potenzialmente di un migliaio di abitanti, i quali sono peraltro afflitti dall’aria più inquinata di Genova, con superi, per alcuni inquinanti, dei parametri di legge. Alla luce del grave silenzio delle istituzioni (Ministero dei Trasporti, Autorità Portuale, Anas e Comune di Genova) e a fronte della diffida legale, che circa settanta cittadini hanno già ritenuto di proporre, il Comitato Lungomare Canepa coordinerà l’azione legale, che resta per i cittadini l’unico baluardo per la difesa della propria salute”.

Unico e ultimo, ci sarebbe da dire. Ed è veramente paradossale che, per difendere la propria sopravvivenza, si debba ricorrere a un tribunale. Ma è anche la diretta conseguenza di una politica sempre più incapace di affrontare i problemi veri, e in grado solo di inquinare menti e visuali con il fumo negli occhi dei non problemi, della propaganda, delle bugie e del populismo più becero.

Della galleria fonica in lungomare Canepa si parla da anni, quindi da molto prima che crollasse il Ponte Morandi e che questo tratto di strada diventasse un prolungamento della A10. Per un motivo o per l’altro, non si è mai andati sino in fondo. L’ultima beffa? I lavori di riqualificazione della zona, che hanno nuovamente penalizzato i cittadini, il tutto in favore solamente del traffico e della viabilità. Non era proprio possibile trovare un miglior equilibrio?

L’ultima promessa l’ha fatta, nell’aula del Consiglio Regionale, il presidente della Regione, Giovanni Toti: ci sono dodici milioni in arrivo in Liguria da parte di Anas, e proprio da quei fondi potrebbero esser ricavate le risorse per la galleria fonoassorbente di lungomare Canepa. Ma il consigliere regionale del Partito Democratico, Pippo Rossetti, avverte: “Dopo il collaudo, quella strada verrà consegnata al Comune, e quindi non c’è più molto tempo. Il centrodestra boccia l’emendamento e non vota l’ordine del giorno per il miglioramento della vivibilità di lungomare Canepa, che da quando è crollato il Ponte Morandi è diventata una sorta di autostrada in mezzo alle case. Avevamo chiesto una discussione in Commissione per la realizzazione di una galleria che isolasse traffico e rumore, ma la maggioranza si è messa di traverso. Ci dispiace che Toti non ritenga di voler approfondire la questione in Commissione. E così, per il momento, abbiamo solo la promessa del presidente, ma nessun impegno concreto e nemmeno una tempistica chiara sulla rimodulazione di Anas. Il Pd vigilerà che alle parole seguano i fatti”.

Silvia Giardella, presidente del Comitato, commenta: “Quella annunciata da Toti è senza dubbio una novità. Ma noi, che abbiamo buona memoria, ricordiamo che già in passato vennero annunciati otto milioni e si parlò di lungomare Canepa, senza che poi si concretizzasse nulla. Quando gli impegni restano sul condizionale, quando non sono messi sulla carta sotto forma di progettualità, non possiamo restare tranquilli. Quello che è molto concreto, invece, sono i dati dei rilevamenti atmosferici, che certificano, questi sì nero su bianco, che la nostra salute è compromessa”.

Secondo Silvia Giardella, “questo è stato un anno veramente pesante. Per tutta la città, ci mancherebbe, ma per noi di lungomare Canepa ancor di più. Ormai è diventato un incubo ritornare a casa. Non possiamo respirare, non riusciamo a dormire. Per questo la nostra richiesta è sempre più forte”.

E Fabio Valentino, pure lui del Comitato, aggiunge: “Vedremo cosa dirà il giudice, se le nostre richieste sono fondate o meno. Intanto, però, il senso di isolamento rimane”. Nei giorni scorsi, a seguito dei cantieri, una grossa quantità di topi ha infestato le strade. Ci mancavano quelli, ad aumentare il numero dei problemi.

Qualcuno si vuol prendere, seriamente, la responsabilità di questa allucinante situazione?

 

Alberto Bruzzone

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