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Cronaca | 25 ottobre 2019, 19:02

A 'bocce ferme' (e dopo le polemiche) come funziona il sistema di allerta meteo? Lo abbiamo chiesto all'Arpal

Prima di tutto è bene spiegare che allerta non è emanata in base alla quantità di pioggia prevista, ma all’effetto al suolo che questa potrebbe provocare

A 'bocce ferme' (e dopo le polemiche) come funziona il sistema di allerta meteo? Lo abbiamo chiesto all'Arpal

A poche ore dal termine dell’allerta che ha interessato anche la provincia di Imperia, con fenomeni che fortunatamente non hanno provocato danni nella nostra zona, cerchiamo di fare chiarezza sul lavoro dell’Arpal e su come funzionano le valutazioni che portano i tecnici dell’agenzia regionale per l’ambiente ligure a emanare i famosi bollettini, con i vari livelli di allerta, da gialla a rossa, passando per l’arancione.

Prima di tutto è bene spiegare che allerta non è emanata in base alla quantità di pioggia prevista, ma all’effetto al suolo che questa potrebbe provocare, come allagamenti, innalzamenti dei corsi d’acqua e vari problemi di natura idrogeologica. “Per esempio – ci spiegano dall’agenzia – siamo stati fino a ieri in arancione in alcune zone centrali della regione, perché con la saturazione completa del terreno, basta poca pioggia per rendere complicata la situazione al suolo e causare repentini innalzamenti dei torrenti”.

Il lavoro dell’Arpal è costante, a cominciare dal monitoraggio e dalla valutazione dei modelli meteorologici e idrologici, che avviene – unico centro funzionale in Italia a farlo - due volte al giorno, al mattino e al pomeriggio; solo in alcuni casi particolari, ma è già successo, il colore di un’allerta può cambiare alla sera.

Tutto comincia con le valutazioni meteorologiche: riguardano il comportamento dell’acqua prima che tocchi terra. “Oltre alle decine di modelli di cui disponiamo, che purtroppo non potranno mai arrivare al dettaglio che tutti vorremmo – spiegano ancora i tecnici – alla vigilia di un evento importante ci consultiamo con il tavolo sinottico nazionale, con i previsori della Protezione Civile nazionale, dell’Aeronautica Militare e delle regioni vicine, cerchiamo di avere il quadro più completo possibile della situazione”.

Quindi, per arrivare alle colorazioni delle allerte, determinanti sono le valutazioni idrologiche, ossia il comportamento dell’acqua a terra, le possibili risposte alle precipitazioni dei terreni e dei corsi d’acqua. Arpal ha spiegato le differenze fra i vari colori anche attraverso un video disponibile sul proprio sito e sul canale Youtube. “La ‘gialla’, per esempio indica potenziali criticità puntuali e su piccola scala, e forse è quella di più difficile comprensione perché spesso emanata in presenza di sole sulla maggior parte del territorio allertato. Sostanzialmente il messaggio per il cittadino è quello di continuare la propria vita di tutti i giorni, invitandolo però a fare attenzione e a informarsi sull’evolversi della situazione”.

Rossa è il livello massimo, ma riguarda solo i fenomeni di piogge diffuse, ovvero che possono interessare vaste porzioni di territorio, mentre per i temporali, che sono fenomeni spazialmente poco estesi, il livello di massima allerta si ferma ad arancione, come successo nei giorni scorsi nel genovese; ciononostante potrebbe essere uno degli eventi meteo più pericolosi per la Liguria, perché si tratta di “fenomeni intensi con effetti ingenti ed estesi”; insomma, si tratta di un livello di allerta che non esclude la possibilità di alluvioni su un singolo bacino. La differenza tra le due colorazioni non riguarda dunque i pericoli per l’incolumità dei cittadini, ma le tipologie dei fenomeni atmosferici e l’estensione dell’area su cui intervenire da parte degli enti preposti alla gestione del territorio, uno, due comuni rispetto a un’intera provincia o più.

Si è molto dibattuto, recentemente sulla decisione del Sindaco di Imperia Claudio Scajola, di non chiudere le scuole, a differenza di quanto deciso dagli altri suoi colleghi, con l'allerta arancione.

I Sindaci, ricordiamo, sono la massima autorità sanitaria e di Protezione Civile sul territorio comunale, e possono adottare nel piano di protezione civile le misure che ritengono più opportune: spesso per ovviare all’incertezza associano al colore rosso la chiusura automatica, ma è una valutazione delle singole amministrazioni comunali. L’unico obbligo che hanno è l’adozione delle fasi operative: con il giallo devono essere in attenzione, con l’arancione o rosso almeno in preallarme.

Sulla chiusura delle scuole, però, l’Arpal non interviene, anche se i tecnici ci raccontano un aneddoto curioso: “Sono tanti, soprattutto in provincia di Imperia, gli studenti che sui social ci scrivono chiedendo di alzare il livello di allerta”.

Francesco Li Noce

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