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Cronaca | 16 aprile 2020, 12:14

Ė morta l’ex anestesista e docente del San Martino Clelia Siani. Valente: “Senza di lei non avrei potuto fare il primo trapianto di fegato”

Ė stata primario di anestesia e rianimazione del Dipartimento Trapianti Regionale dell’Ospedale San Martino fondato dal professor Umberto Valente, oltre a insegnare alla scuola di specialità in chirurgia e al dottorato di ricerca in chirurgia dei trapianti, immunologia e infettivologia

Ė morta l’ex anestesista e docente del San Martino Clelia Siani. Valente: “Senza di lei non avrei potuto fare il primo trapianto di fegato”

Ė morta in casa, da sola, a più di 80 anni, lei che nei decenni aveva assistito tante persone in sala operatoria e in terapia intensiva. Si tratta di Clelia Siani, anestesista, docente dell’Università di Genova, che per oltre trent’anni ha formato generazioni di medici ed è stata primario di anestesia e rianimazione del Dipartimento Trapianti Regionale dell’Ospedale San Martino fondato dal professor Umberto Valente, oltre a insegnare alla scuola di specialità in chirurgia e al dottorato di ricerca in chirurgia dei trapianti, immunologia e infettivologia.

“Era una persona davvero unica, la migliore anestesista che ci sia mai stata a Genova”. La ricorda in questo modo, Valente, pieno di commozione e di sincera, profondissima stima. Ed è giusto che sia così per una donna che all’epoca – era la fine degli anni Settanta - “ha avuto il coraggio di dedicarsi a un’attività, allora ancora pionieristica, insieme a me, nonostante vi fossero importanti personaggi medici, e non solo, contrari. Ha fatto moltissimo per Genova e la sanità – continua –: il trapianto di rene, fegato e pancreas nell’adulto non avremmo mai potuto eseguirlo senza di lei e a maggior ragione il primo trapianto di fegato nel bambino”.

Infatti in sala operatoria, nei casi più difficili, era sempre con lui, Clelia, medico amante dei gatti, e collega impareggiabile per Valente: “Siamo partiti da zero e arrivati all’apice insieme. Era bravissima sul piano tecnico e ha fatto la storia della Facoltà di Medicina di Genova, insegnando per decenni ai giovani aspiranti anestesisti, ed essendo esempio di rettitudine e rigore per tutti gli altri, anche gli anestesisti già formati”.

Clelia Siani è stata capace di realizzare “la terapia intensiva tecnicamente più evoluta – spiega il noto chirurgo - alla quale ricorrevano le altre rianimazioni della regione. Infine, quando fu chiamata a dirigere la cattedra di anestesiologia e rianimazione dell’Università di Genova, fu sostituita da una delle migliori allieve, Monica Centenaro, che tuttora dirige una struttura miracolosamente sopravvissuta alla distruzione dell’allora centro trapianti d’organo dell’ospedale San Martino, con estrema capacità professionale e umana, portando avanti così un punto d’eccellenza, cui la professoressa Siani aveva dedicato larga parte della propria attività professionale”.

Una perdita davvero incolmabile per Valente e chi l’ha conosciuta bene, e un dolore che si somma a quello di non poter nemmeno partecipare, in questo momento d’emergenza e restrizioni a causa del Coronavirus, ai funerali. Chissà quanta gente avrebbe presenziato, quanti colleghi, quanti ex allievi e quanti pazienti che ha salvato e che, anche a distanza, le dedicheranno un pensiero commosso.

Medea Garrone

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