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Cronaca | 31 maggio 2020, 17:19

Pegli, parte una raccolta di firme per chiedere il ritorno della Navebus

L’iniziativa del consigliere comunale di Italia Viva, Mauro Avvenente: “Amt non vedeva l’ora di eliminare per sempre le corse. Mobilitiamoci come facemmo negli anni scorsi, oppure dovremo dire addio al servizio”

Pegli, parte una raccolta di firme per chiedere il ritorno della Navebus

Navebus, a Pegli parte la raccolta firme per chiederne il ripristino. La petizione popolare è stata annunciata ieri dal consigliere comunale di Italia Viva, ed ex presidente del Municipio VII Ponente, Mauro Avvenente, dopo che nei giorni scorsi lo stesso gruppo consiliare ha ottenuto dall’assessore comunale alla Mobilità, Matteo Campora, una risposta piuttosto vaga sul ritorno del servizio, che è stato sospeso nei mesi scorsi a seguito dell’emergenza sanitaria legata al Covid 19. Avvenente spiega: “Ho organizzato una raccolta di firme per riconquistare il servizio Navebus. Amt non vedeva l’ora di eliminare per sempre le corse. Vi farò pervenire i fogli per firmare. Mobilitiamoci come facemmo negli anni scorsi, oppure dovremo dire addio per sempre a un servizio conquistato in tanti anni di lotte e di mobilitazione. Chiedo ai pegliesi e ai ponentini di aderire all’iniziativa. È un momento difficile per poter fare manifestazioni, ma almeno possiamo inondare di mail la segreteria dell’assessore Campora e di Amt per chiederne il ripristino”. Nel testo della petizione, si legge: “Primo agosto 2007: parte il servizio Navebus esercitato dalla indimenticata ed indimenticabile motonave ‘Celestina’. Marzo 2020: il servizio viene interrotto per ragioni legate alla diffusione del Covid 19. Oggi che tutti i servizi trasportistici stanno riprendendo la loro piena attività, risulta incomprensibile ed inaccettabile che anche il servizio Navebus non possa riprendere l’esercizio del servizio trasporto persone”. Secondo il documento, “Navebus risponde a diverse esigenze, a quella prevalente afferente il trasporto pubblico locale, ma anche a quella di essere un vettore ecologicamente sostenibile, che trasporta i turisti nel Ponente cittadino, che fornisce occasione irrinunciabile di valorizzazione delle strutture recettive, economiche e commerciali, i musei, le ville storiche e gli alberghi, gli stabilimenti balneari e i ristoranti che necessitano di potersi rimettere nelle condizioni di riprendere la loro attività e di prosperare. Navebus consente a tutti, genovesi e turisti, di poter godere di una splendida e insolita visuale dal mare della nostra meravigliosa città. I finanziamenti necessari per esercitare il servizio Navebus li ha sempre messi a disposizione la Regione Liguria, Amt non interviene con risorse proprie e ha sempre mal sopportato questo servizio alternativo al trasporto su gomma. Per queste ragioni, si chiede a tutti i cittadini genovesi che ritengono questo servizio utile e gradevole, necessario per il tessuto economico, e contestualmente per contribuire a migliorare il traffico cittadino evitando di intasarlo con mezzi privati, di voler sostenere la ripresa del servizio Navebus sottoscrivendo la petizione popolare”. La raccolta di firme arriva anche a seguito delle poco ottimistiche dichiarazioni da parte del direttore generale di Amt, Stefano Pesci: “Vorremo ripristinare il servizio - spiegava nei giorni scorsi - Non trasporta tantissime persone, ma è un servizio che ha una sua funzione trasportistica in modo relativo ma anche turistico, perché permette di vedere la città dal lato mare. C’è al momento una difficoltà. Lo abbiamo sospeso insieme a qualche altro collegamento perché dovevamo concentrarci sulle linee di servizio con il maggior livello di utilizzo e di possibile rischio di affollamento. Per muoversi da Pegli al centro di Genova ci sono il treno ma anche la linea 1. Insieme ad alcune linee e servizi verticali, il Navebus è uno dei pochi che non è ripartito”. Però sarebbe un vero peccato, oltre tutto proprio ora che l’intero litorale di Pegli è stato classificato come balneabile, quindi anche le zone a Ponente e a Levante rispetto al torrente Rexello. Per una battaglia che si è appena conclusa con un segno positivo, ecco che bisogna subito farne partire un’altra. Insomma, non c’è proprio mai pace.

Alberto Bruzzone

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