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Politica | 24 giugno 2020, 13:41

A 60 anni dal 30 giugno 1960: Genova, democrazia e diritti

Diretta social tra riflessioni e musica dalle pagine di Goodmorning Genova, Cgil e Anpi

A 60 anni dal 30 giugno 1960: Genova, democrazia e diritti

In questo giugno ricorrono i 60 anni dai fatti del 30 giugno 1960: la Camera del lavoro di Genova e l’Anpi, col patrocinio dell’università di Genova e della Città metropolitana avevano in programma un ciclo d’iniziative tese a ricordare, riproporre, studiare ed analizzare storicamente gli avvenimenti del giugno-luglio ’60, la mobilitazione popolare contro la convocazione del congresso del Msi presieduto dal prefetto Carlo Basile responsabile delle deportazioni operaie in città, atto che fu vissuto come una vera e propria provocazione.

Le disposizioni sanitarie a contenimento del contagio hanno stravolto la programmazione che viene spostata sui social in una diretta streaming in programma il 30 giugno dalle 17 alle 20 sulle pagine facebook Cgil, Anpi, Goodmorning Genova e sul canale youtube di quest’ultima; musica ed ospiti si alterneranno ad altri contributi come quelli delle altre città protagoniste di quei giorni; nella diretta, oltre a Igor Magni segretario generale della Camera del lavoro e Massimo Bisca presidente Anpi, è prevista la partecipazione in video di Carla Nespolo, presidente Anpi nazionale, e Maurizio Landini segretario generale Cgil.

I fatti di sessant’anni fa modificarono il corso della storia, Genova e a seguire Reggio Emilia, Palermo, Roma, Catania e Licata, furono le protagoniste di quei giorni: la mobilitazione popolare di Genova si doveva tenere in città, l’indimenticabile discorso di Sandro Pertini, parlamentare della Repubblica, che arringò una gremita piazza Della Vittoria col famoso discorso ‘du brichettu’, la proclamazione dello sciopero generale indetto dalla Cgil, diedero il via ad una rivolta che si propagò nelle altre città e portò ad una straordinaria partecipazione di nuove generazioni alle mobilitazioni antifasciste culminate nella caduta del governo Tambroni.

Non furono giornate indolori, in quegli scontri vi furono cariche della polizia e morti: questi fatti, accaduti nell’Italia del miracolo economico, determinarono la fine della stagione del centrismo, l’apertura di una fase politica nuova che avrebbe portato all’apertura a sinistra; riprecisarono i rapporti tra quanto avveniva nella società italiana, il ruolo dei partiti, il Parlamento, lo stesso ruolo di arbitro del Presidente della Repubblica che erano caduti in una vera e propria crisi istituzionale. Proposero nuovamente al Paese il problema del rapporto tra il diritto di partecipare e manifestare, e la gestione dell’ordine pubblico; avvenimenti s’intersecarono a fermenti sociali nuovi che, a partire dalle lotte degli elettromeccanici e dalle prime iniziative di unità d’azione dei sindacati a Brescia e a Milano, avviavano quella che sarà definita la riscossa operaia degli anni sessanta.

Sempre il 30 giugno alle 11 presso Largo Pertini, a cura di Anpi e Cgil, nel rispetto delle misure sanitarie vigenti sarà deposta una corona di fiori alla targa che lo ricorda: il discorso di Pertini del 28 giugno fu uno dei momenti più alti di quei giorni e resta oggi una risposta alle provocazioni della destra estrema che sulla violenza dei toni basa la propria strategia politica.

Redazione

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