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Politica | 24 giugno 2020, 14:06

Nursing up, De Palma: «Tutta la verità sui bonus agli infermieri covid»

"Si tratta di fondi destinati a tutto il comparto sanitario che nessun infermiere vedrà mai mentre aspettiamo da anni un aumento in busta paga"

Nursing up, De Palma: «Tutta la verità sui bonus agli infermieri covid»

“Siamo stanchi ed amareggiati, ma non sconfitti: abbiamo quasi perso la voce nel far capire a questo governo che gli infermieri non lavorano a cottimo, ma come dipendenti; si continua a parlare di premi per chi ha sostenuto la battaglia sanitaria, ma nessuno dimentichi che da tempo rivendichiamo una rivalutazione della nostra posizione contrattuale”: queste le parole del presidente di Nursing up Antonio De Palma.

“Troppo semplice mettere pochi euro – spiega De Palma – sui fondi incentivanti sostenendo che quelli sono premi per gli infermieri: non è vero, si tratta di fondi destinati a tutto il personale del comparto sanitario, nel decreto rilancio non esiste nessun specifico riconoscimento dedicato a loro; peraltro in questo sistema sanitario così fallace ogniqualvolta c’è da portare a termine anche il più semplice dei progetti non si riesce a gestire nulla in modo uniforme e così si finisce col passare la patata bollente alle regioni, uno scaricabarile che non fa bene al sistema e non valorizza la nostra professione”.

“Entrando nel merito – continua De Palma – del premio bocciato si apprende da autorevoli fonti politiche che la ragione della bocciatura avrebbe la sua ragione nel fatto che il governo aveva già previsto fondi col decreto rilancio; il problema non consiste tanto nell’aver bocciato un bonus perché ce n’era già un altro in previsione, quanto nel fatto che quel premio sino ad ora nessun infermiere l’ha mai visto. E si commette un altro errore anche quando si mette la materia nelle mani delle regioni senza un rigoroso vincolo di destinazione delle risorse messe a disposizione perché in questo modo si rischia solo d’illudere gli infermieri come nel caso dei fantomatici aumenti, e che invece nella maggior parte dei casi percepiranno quello che toccherà a qualunque altro dipendente o poco più, forse addirittura gli stessi importi che percepiranno dipendenti che sono stati a casa loro in smart working durante tutto il periodo di emergenza”.

Redazione

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