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Politica | 29 giugno 2020, 14:53

De Palma (Nursing up): “Stanchi dell'atteggiamento approssimativo delle regioni, si rischia di depauperare il progetto dell’infermiere di famiglia”

Chiaro il messaggio alla Fnopi: "Combattiamo per le stesse istanze, ma l'eccesso di buonismo non porta da nessuna parte"

De Palma (Nursing up): “Stanchi dell'atteggiamento approssimativo delle regioni, si rischia di depauperare il progetto dell’infermiere di famiglia”

“Accogliamo con moderata soddisfazione la presa di posizione da parte della commissione salute delle regioni che si dice pronta a far proprio in tempi brevi il progetto dell’infermiere di famiglia, incanalando su ogni singolo territorio le nuove assunzioni che sono state già previste per coprire tale incarico attraverso il decreto rilancio. Prendiamo atto anche della linea come sempre morbida della Fnopi (Federazione nazionale ordini professioni infermieristiche) con cui condividiamo alcune istanze in materia contrattuale, ma evidentemente non il medesimo atteggiamento nei confronti di determinate situazioni che, all’apparenza lineari e ben strutturate, nascondono insidie che potrebbero dare vita a spirali pericolose per il futuro della categoria e per l'assistenza ai cittadini: immagino che questo sia quello che, al di là delle posizioni differenti, stia a cuore a tutti noi”: sono le parole del presidente di Nursing up Antonio De Palma.

“Nessuno mette in dubbio – spiega De Palma – che la gestione dell’infermiere di famiglia dovrà per forza di cose passare attraverso le regioni che in Italia si occupano di far funzionare la macchina sanitaria e soprattutto nessuno di noi intende mettere in discussione le loro prerogative; serve tuttavia una serie di norme d’indirizzo di livello centrale, concrete e di coordinamento tra le varie realtà territoriali per dare corpo ad un’organizzazione uniforme e nazionale, e ben venga se tale attività di coordinamento fosse realizzata su iniziativa delle istanze rappresentative delle regioni. Alla fine il rischio da scongiurare è quello di creare venti modelli di assistenza infermieristica di famiglia rendendo vane le potenzialità di una figura professionale che può e deve cambiare il futuro della sanità italiana”.

Redazione

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